Stamane ho appreso che il mio account Facebook è stato “sospeso” per 30 giorni, per “aver violato gli standard della community”. Nonostante i miei tentativi di capire quali “standard” avrei violato, non ci sono riuscito. Siccome non credo si riferiscano all’immagine che ho pubblicato 3 giorni fa (quella del bimbetto di due o tre anni che fa pipì sull’elmetto del soldato), per cui ero già stato redarguito (per violazione degli standard “sulla nudità minorile”! Incredibile!) e sospeso, poi “riabilitato” il giorno dopo (devono aver compreso che c’è un limite a tutto!), devo arguire che il mio delitto sia stato la pubblicazione dell’articolo di ieri sui “pacifisti” a corrente alterna, con un disegno contro la guerra di Scalarini del 1914. Non so cosa possa aver scatenato le ire censorie del team di Facebook. Forse perché ho parlato male sia dei fan di Putin che di quelli di Zelensky (per non parlare di quelli di Biden o Draghi)? Oppure per aver criticato gli ipocriti con bandierina arcobaleno che si svegliano una volta ogni 10 o 20 anni (soprattutto quando sentono odore di affari e di ricavi politico-elettorali)? Un dubbio: forse perché ho usato la parola “coglione”? Mah! Si sa, siamo in tempi di “stato d’emergenza”, e l’occhiuto sguardo del Capitale e dei suoi servi spazia a 360 gradi su tutto l’orizzonte. Poi, nel nostro piccolo, abbiamo già avuto l’onore di essere oggetto delle denunce di un padroncino e ora addirittura del boss dei padroni. Magari quelli di Leonardo (sì, gli armieri made in Italy, li potete trovare in via Villa Glori, ex Breda Meccanica), sensibili alle foglie, temevano che si parlasse dei loro profitti di guerra (oggi il titolo ha fatto un +15,1% in borsa – odore di sangue, odore di soldi -), chissà come mai. In realtà non ne avevo ancora parlato, ma, si sa, di questi tempi anche “l’essere in procinto di…” può portare a conseguenze più o meno gravi. Comunque sia, me ne farò una ragione. Me ne starò per un mese senza il prezioso contatto con Facebook. Tanto non mi convincerete mai a sventolare una bandiera russa, o ucraina, o italiana. Continuerò a portare sul mio groppone la mia vecchia, cara bandiera rossa della fratellanza internazionalista tra i popoli.

Flavio Guidi