Da Frontier Fridays

Questa settimana, il primo anniversario del colpo di stato militare è stato segnato da uno sciopero silenzioso in tutta la nazione; l’inviato speciale dell’ONU Noeleen Heyzer di Singapore ha fatto scalpore con le sue dichiarazioni; il ministro degli esteri della giunta è stato formalmente espulso dalla prossima riunione dell’ASEAN; Aung San Suu Kyi affronta due nuove accuse che comportano decenni di reclusione in totale. (Editor: Frontier Fridays)

Sciopero silenzioso e sanzioni per l’anniversario del colpo di stato

Martedì 1 febbraio ha segnato un triste anniversario per il Myanmar: un anno fa i militari hanno organizzato un colpo di stato e introdotto lo stato di emergenza, che da allora è stato esteso fino alla fine del 2022. Quel giorno, ci sono stati rapporti da Rangoon di interruzioni di corrente in alcune parti della città, presumibilmente per costringere la gente a uscire dalle loro case ed evitare che il paese sembrasse una città fantasma durante lo “sciopero silenzioso”. In ogni caso, lo sciopero è stato un successo, dato che le foto scattate nelle principali città mostravano strade e mercati vuoti. Molti negozi hanno aperto per evitare l’arresto, ma senza clienti ha fatto poca differenza.

Mentre lo sciopero è stato un successo clamoroso e ha consegnato un forte messaggio di opposizione al regime, la giornata è stata segnata da un incidente particolarmente tragico e senza precedenti. Aung Aung, un uomo del distretto di Kyaukpadaung nella regione di Mandalay, si è versato della benzina sul corpo e si è bruciato vivo per protestare contro i militari. Si è dato fuoco vicino a un ufficio dell’elettricità dopo aver scritto un biglietto che diceva: “Lasciate che la gente abbia l’elettricità 24 ore al giorno, e non tornate più al 2001-2002”. Questo era apparentemente un riferimento alle frequenti interruzioni di corrente della giunta e forse anche agli aspetti più oscuri del governo militare di venti anni fa. Immagini e video sono esplosi sui social media, con molti che hanno condiviso un disegno di un uomo in fiamme con la didascalia “Mi sono illuminato così che possiate essere tutti luminosi”.

Gli Stati Uniti, il Regno Unito e il Canada hanno anche segnato la giornata con nuove sanzioni contro i leader militari, in particolare quelli che lavorano nella magistratura e nel comitato elettorale della giunta, così come i loro partner coinvolti negli acquisti di armi. Tra coloro che ora sono stati sanzionati dagli Stati Uniti ci sono: l’importante uomo d’affari Tay Za e due dei suoi figli, che gestiscono il gruppo Htoo [costruzioni, esportazione di legname, compagnia aerea, miniere, hotel, turismo]; Jonathan Myo Kyaw Thaung, amministratore delegato del gruppo KT [aviazione, proprietà terriera, petrolio, gas, spedizione di container, ecc]. Thida Oo, il procuratore generale della giunta, Tun Tun Oo, il capo della giustizia della giunta, e Tin Oo, presidente della commissione anticorruzione della giunta. Washington ha anche incluso il dipartimento di approvvigionamento dell’esercito, che ha detto che compra armi dall’estero, e la KT Services & Logistics Company Ltd, che fa parte del KT Group.

Il Regno Unito non ha imposto sanzioni a Tun Tun Oo, ma ha aggiunto Thein Soe, presidente della Commissione elettorale dell’Unione. Il Canada ha sanzionato Thida Oo, Tun Tun Oo e Tin Oo. Le sanzioni coordinate tra i tre paesi sembrano essere una risposta all’abuso di potere della giunta nel sistema giudiziario, usando i tribunali come arma per rinchiudere i suoi oppositori. Una dichiarazione rilasciata dal ministero degli Esteri del paese (Global Affairs Canada) ha detto che “queste sanzioni prendono di mira alti funzionari del regime che usano i loro rispettivi ruoli per minare lo stato di diritto ed eliminare l’opposizione politica”.

L’inviato dell’ONU attira le critiche

L’inviato speciale delle Nazioni Unite in Myanmar Noeleen Heyzer [singaporiana] ha rilasciato un’intervista a Channel News Asia lunedì 31 gennaio che ha fatto scalpore, in particolare la sua risposta a una domanda sui suoi precedenti commenti sulla possibile condivisione del potere con la giunta. Nell’intervista, la reporter della CNA May Wong ha ricordato che la corrispondente speciale Noeleen Heyzer aveva precedentemente “ventilato o suggerito l’idea della condivisione del potere”. Noeleen Heyzer non ha negato di aver proposto la condivisione del potere, ma ha semplicemente detto che il popolo di Myanmar aveva bisogno di “negoziare la condivisione del potere a lungo termine” e che “non si può arrivare subito alla soluzione che si vuole”.

I suoi commenti hanno provocato forti reazioni, e 247 organizzazioni della società civile hanno rilasciato una dichiarazione congiunta che rifiuta qualsiasi accordo di condivisione del potere proposto con la giunta. La dichiarazione ha anche evidenziato altri problemi con l’intervista di Noeleen Heyzer, criticando i suoi commenti sulla ricerca di “convergenze” con la giunta. La dichiarazione ha anche obiettato alla sua dichiarazione sul controllo dei militari, dicendo che osservazioni di questa natura, specialmente da qualcuno con un alto status nella struttura dell’ONU, potrebbero “creare un pericoloso precedente”: un regime brutale che commette omicidi e tuttavia viene riconosciuto per una sorta di accordo di condivisione del potere. L’account Twitter del Movimento per la Disobbedienza Civile ha persino chiesto le dimissioni di Noeleen Heyzer.

Mercoledì 2 febbraio, Noeleen Heyzer ha cercato di fare marcia indietro rilasciando una dichiarazione in cui ha detto che i suggerimenti per un accordo di condivisione del potere erano una “distorsione” delle sue opinioni. La dichiarazione ha anche dichiarato esplicitamente che l’inviato speciale “non ha mai proposto la condivisione del potere come opzione” e che qualsiasi processo di pace “deve essere guidato dal popolo di Myanmar”. Poi, giovedì 3 febbraio, ha rilasciato un’altra intervista alla Voce Democratica della Birmania (DVB), in cui ha riconosciuto di aver discusso una volta la condivisione del potere, ma prima di assumere il ruolo di inviato speciale delle Nazioni Unite. Nell’intervista, Noeleen Heyzer ha ammesso che questi commenti sono stati fatti poco dopo il colpo di stato in una discussione online organizzata dall’Asian Council for Peace and Reconciliation. Alcune di queste polemiche avrebbero potuto essere evitate se Heyzer avesse semplicemente riconosciuto fin dall’inizio di aver discusso la nozione di condivisione del potere, ma prima di assumere la sua posizione di inviato speciale. Ha anche risposto alla dichiarazione congiunta rilasciata dalle 247 organizzazioni della società civile che condannano i suoi commenti, dicendo che ha preso in considerazione “seriamente i punti sollevati nella dichiarazione” e che “organizzerà ulteriori sessioni per ascoltare di più”. L’intera debacle ha inutilmente distratto dai veri problemi sul campo. Qualunque cosa Noeleen Heyzer decida di fare dopo, speriamo che non si trasformi in un altro circo mediatico.

Il ministro degli esteri della giunta escluso dalla riunione dell’ASEAN

Se la giunta aveva pensato che la presidenza cambogiana dell’ASEAN (Associazione delle Nazioni del Sud-Est Asiatico) sarebbe stata un po’ più favorevole al regime di quella del Brunei, quelle speranze sembrano svanire rapidamente. Mercoledì, la Cambogia ha annunciato che il ministro degli esteri della giunta, Wunna Maung Lwin, non sarà invitato alla riunione dei ministri degli esteri dell’ASEAN prevista per il 16-17 febbraio a Phnom Penh. Il portavoce del ministero degli Esteri cambogiano Chum Sounry ha detto a VOA Khmer [Voice of America Khmer] che “data la mancanza di progressi nell’attuazione del consenso in cinque punti, gli stati membri dell’ASEAN hanno difficoltà a raggiungere un accordo” e hanno chiesto al Myanmar di inviare un rappresentante non politico. Quando alla giunta è stato chiesto di selezionare un rappresentante non politico al vertice ASEAN di ottobre 2021 e al vertice ASEAN-Cina di novembre 2021, ha preferito lasciare il posto vuoto. Ci si aspetta che la giunta faccia lo stesso questa volta, ma Chum Sounry è stato ambiguo. Ha detto che “spetta al Myanmar decidere chi è questo ‘livello non politico’”, lasciando potenzialmente la porta aperta per ulteriori truffe da parte della giunta. […]

Due nuove accuse contro Aung San Suu Kyi

Lunedì 31 gennaio, il deposto consigliere di stato Aung San Suu Kyi, il presidente Win Myint e il ministro dell’ufficio del governo dell’Unione Min Thu sono stati accusati di frodi elettorali, secondo fonti ottenute da Frontier. Le accuse, che rientrano nella sezione 130-A del codice penale e portano una pena massima di tre anni di carcere, contro i tre accusati, sono di avere condizionato la Commissione elettorale dell’Unione nelle elezioni del 2020. Mentre la giunta aveva già annunciato la sua intenzione di accusare Aung San Suu Kyi e Win Myint di frode elettorale, queste sono le prime accuse effettivamente presentate.

Giovedì 3 febbraio, secondo i media statali, Aung San Suu Kyi è stata nuovamente accusata di corruzione. È accusata di corruzione ai sensi dell’articolo 55 della legge anticorruzione, per aver presumibilmente ricevuto 550.000 dollari in donazioni alla sua Daw Khin Kyi Foundation in quattro pagamenti separati tra il 2019 e il 2020. Non è chiaro come queste donazioni costituiscano tangenti (ma anche se la giunta si prendesse la briga di spiegare, siamo sicuri che sarebbe comunque ridicolo). Nessuna informazione è stata data su quando quest’ultima accusa andrà in tribunale. Questa è l’undicesima accusa di corruzione di Aung San Suu Kyi, ognuna delle quali comporta una pena massima di 15 anni di prigione, oltre ad altre sette accuse.

Ma sembra che Aung San Suu Kyi non sia ancora in grado di affrontare il processo. Ieri era troppo malata per andare in tribunale, e fonti hanno detto a The Irrawaddy che soffriva di vertigini e nausea. L’udienza di ieri riguardava le accuse secondo l’Official Secrets Act, che comporta una pena massima di 14 anni di prigione. Due dei suoi coimputati nel caso, il deposto ministro della pianificazione e delle finanze Soe Win e il suo predecessore Kyaw Win, sono anche loro malati e attualmente ricoverati in ospedale. Altri co-accusati nel caso sono il suo deposto vice ministro, Sett Aung, e il suo consigliere economico, Sean Turnell, un australiano. Questa è la seconda volta che Aung San Suu Kyi non ha partecipato a un’udienza a causa di una malattia, dopo un incidente l’anno scorso quando avrebbe sofferto di cinepatia [nausea durante il trasporto]. (Newsletter di Frontier pubblicata il 4 febbraio 2022)

Nostra traduzione dal francese in http://alencontre.org/asie/birmanie/myanmar-la-junte-proprietaire-du-pays-poursuit-la-repression-une-greve-silencieuse-massive-exprime-la-resistance.html