Dopo l’assemblea unitaria di lunedì scorso nella sede bresciana di COBAS-CUB per organizzare la risposta al tentativo di mettere il bavaglio a Sauro e a Brescia Anticapitalista (e in prospettiva a chiunque si opponga al regime confindustrial-draghista), giungono nuove adesioni alla campagna di solidarietà (oltre a quelle delle forze politiche e sindacali già citate nell’articolo di lunedì). Tra queste quella del portavoce di Potere al Popolo, Giorgio Cremaschi, che scrive: “

DENUNCIAMO I DENUNCIATORI

Il compagno Carlo “Sauro” Di Giovambattista, Sauro Dgb , militante di Sinistra Anticapitalista, semplicemente Sauro per tutte e tutti quelli che da anni lo incontrano in tutte le lotte a Brescia, ha ricevuto l’onere e anche l’onore di essere denunciato per diffamazione da Carlo Bonomi, presidente di Confindustria. Quasi due anni fa, nel pieno della pandemia che in particolare a Brescia, Bergamo, in Lombardia faceva strage, molti di noi insorsero contro il sistema di potere lombardo, che aveva cercato fino all’ultimo di tenere aperto tutto e che mostrava tutta la inefficienza e la vergogna del suo sistema sanitario privatizzato. Ancora oggi la Lombardia con oltre 36000 decessi su 11 milioni di abitanti, è ai vertici mondiali della mortalità per Covid. Di fronte a questo fallimento criminale, il potere economico e politico Lombardo, di cui la Confindustria è un pilastro, dovrebbe essere messo sotto accusa, invece rischia di finire sotto processo chi contro quel sistema ha espresso sacrosanta indignazione. Il 4 aprile del 2020 Il blog di Brescia Anticapitalista ripubblicava un articolo, già uscito su vari siti, che commentava l’elezione a presidente di Confindustria di Carlo Bonomi, già a capo dell’Assolombarda di Milano. Nell’articolo si ricordava appunto la responsabilità padronale nella strage nella regione più ricca d’Italia; si parlava degli scioperi che migliaia di lavoratori avevano dovuto fare per fermare fabbriche dove si contagiavano , la pressione degli industriali, ben accolta dal governo, dai vertici della Regione, dai sindaci di Milano e Bergamo, perché la produzione non si fermasse. Proprio in questi giorni la rivista Lancet, una delle più autorevoli nel mondo sulla sanità, ha messo sotto accusa la Lombardia ed il governo Conte per non aver subito imposto nella bergamasca zone rosse che avrebbero evitato migliaia di morti.Il professore Andrea Crisanti ha appena consegnato al tribunale di Bergamo una perizia parlando di “criticità” nella mancata istituzione della zona rossa a Bergamo e nella mancata applicazione del piano pandemico. Infine sono un vero segreto di pulcinella le pressioni del mondo industriale, di cui Bonomi è il massimo esponente, per tenere le fabbriche aperte. Nel marzo del 2020 il sindaco di Brescia Del Bono, PD moderato, fece al Giornale Di Brescia una intervista durissima contro i padroni delle industrie, li chiamò proprio così, che avevano fatto pressioni vincenti su Milano e Roma per non chiudere. Perché anche dopo il lockdown generalizzato tante attività industriali avevano continuato a produrre contagi e profitti, i parchi e le scuole furono chiusi, ma tante fabbriche rimasero aperte. Ora non risulta che Del Bono sia stato querelato dai padroni, ma Sauro sì. Bene, oltre ad esprimere la nostra totale solidarietà a Sauro e aderire alla campagna per sostenerne le spese processuali, facciamo una proposta. Se il procedimento penale dovesse andare avanti, trasformiamolo in un atto di accusa contro i denunciatori. Portiamo in tribunale la strage lombarda, gli interessi economici, le subalternità e le viltà politiche, le inefficienze e le scelte sbagliate che l’hanno provocata. Denunciamo i denunciatori, i padroni e tutti gli altri. Qui il link per sostenere Sauro https://www.facebook.com/donate/1315222198995766/?fundraiser_source=external_url

Anche il Partito d’Alternativa Comunista ha pubblicato un comunicato nazionale di solidarietà:

Solidarietà di classe per Sinistra Anticapitalista contro i soprusi dei padroni!

Il circolo bresciano di Sinistra anticapitalista ha subito un pesante attacco da parte del presidente di Confindustria Bonomi, il quale denuncia per diffamazione il compagno Sauro per un articolo di un anno e mezzo fa apparso sul loro sito. Nell’articolo si ricordavano le gravi responsabilità dei padroni nell’aver favorito il propagarsi della pandemia e nella pessima gestione della stessa, con particolare riferimento a quanto abbiamo visto tutti con la strage avvenuta nei territori bergamasco e bresciano dove persero la vita migliaia di lavoratori, lavoratrici e loro famigliari (ancora abbiamo sotto gli occhi il corteo dei camion militari carichi di bare a Bergamo). Ovviamente noi del Partito di alternativa comunista ci schieriamo completamente dalla parte del compagno – a cui va tutta la nostra solidarietà di classe – e della sua organizzazione, trovandoci pienamente d’accordo sulle responsabilità padronali, con Confindustria in prima linea nel fare pressioni sul governo per le riaperture. Nella tragedia ancora in corso della pandemia di Covid-19 la classe lavoratrice ha pagato e sta pagando il prezzo più alto. Contro il nemico comune dobbiamo lottare uniti.

Abbasso Bonomi!

Abbasso i padroni!

W la solidarietà di classe!

Anche i compagni di Pungolo Rosso hanno espresso, in una telefonata fatta direttamente al compagno Sauro, il loro appoggio. Nel frattempo è cresciuta anche la raccolta fondi, arrivata a 1200 euro tra raccolta Facebook e depositi diretti sul conto di Sauro. Il prossimo appuntamento, per organizzare la conferenza stampa – presidio davanti a Confindustria Brescia di venerdì prossimo, è per lunedì prossimo, alle 20,30, sempre nella sede COBAS-CUB di via Bevilacqua, 9 (zona Fiumicello). Sarà presente uno degli avvocati difensori di Sauro, che, avendo avuto accesso agli atti, ci informerà sugli sviluppi della situazione.

Flavio Guidi