Bergamo come Brescia, città della cultura 2023. Uniti nel governo d’unità nazionale e “dei migliori” del re Draghi, un po’ ovunque i sindaci piddì fanno a gara con quelli troglo-legaioli nelle politiche autoritariste e di disciplinamento con antidemocratiche misure, divieti e proibizioni, utilizzando un frainteso concetto di “ordine e decoro”. Vietato manifestare pubblicamente il disagio e Piazze proibite! Vietato bivaccare nei parchi! Vietato leggere un libro o rilassarsi su una panchina! Vietato questo e vietato quello… Ai cittadini é concesso: lavorare (per chi un lavoro dignitoso lo possiede), recarsi nei centri commerciali o aderire a inutili clericalate. Ormai irrecuperabile (semmai fossero necessarie ulteriori conferme) non definiamolo piú di “centro-sinistra” questo partito che di progressista ormai non ha nulla, ma piuttosto liberal-nazionale piú aderente alla sua natura di fedele “cane da guardia” e rappresentante della borghesia nostrana. La rana continua a bollire… sigh!

Beppe Moretti