Pubblichiamo un appello del CISDA (comitato italiano di sostegno alle donne afghane)

        UNIAMOCI ALLA RESISTENZA DELLE DONNE AFGHANE!   11 settembre, da Trieste a Messina una giornata di manifestazioni e iniziative in tutta Italia   Otto città, sette regioni, oltre settanta tra associazioni e sigle aderenti, migliaia di persone attese a manifestare la propria solidarietà alla resistenza delle donne afghane.

Afghan Lives Matter – ogni vita conta, questo è lo slogan che lega tutti gli eventi.
  L’invasione dell’Afghanistan da parte degli USA e dei paesi NATO, fatta con il pretesto di sconfiggere il terrorismo e liberare le donne, è stata un gigantesco fallimento. La guerra ha prodotto 241.000 vittime(1) e oltre 3,5 milioni di sfollati(2). Oggi l’Afghanistan produce il 90% dell’eroina mondiale, la corruzione all’interno delle cosiddette istituzioni afghane ha raggiunto livelli spaventosi (l’Afghanistan è al 165o posto su 180 paesi nelle statistiche di Transparency International) e il paese ha pochissime e gravemente carenti infrastrutture, scuole, ospedali. In questi 20 anni di occupazione militare gli USA hanno speso 2.300 miliardi di dollari, la Germania 19 miliardi di euro e l’Italia 8,7 miliardi di euro. La “liberazione delle donne” non è stata garantita: l’87% delle donne afghane è ancora analfabeta; le donne che hanno avuto la possibilità di studiare e lavorare costituiscono un’esigua minoranza, usata dall’Occidente per dimostrare il successo dell’occupazione. Quanto al terrorismo, oggi in Afghanistan è più che mai rampante; il paese è stato regalato ai talebani, dal 2015 è attiva la violentissima cellula ISIS Khorasan e i signori della guerra a cui nel 2001 la coalizione di potenze occidentali ha dato il potere sono pronti a rialzare la testa nel caso in cui i talebani non assicurino loro una fetta della torta.
   
Chiediamo che i governi e le istituzioni dei paesi dell’Unione Europea   – non forniscano nessun riconoscimento al regime dei talebani;
– avviino azioni di supporto alle forze laiche e democratiche afghane come RAWA – Revolutionary Association of the Women of Afghanistan(3) e Hambastagi – Solidarity Party of Afghanistan(4);
– dicano “basta” a imperialismo, militarismo, fascismo e fondamentalismo religioso e smettano di usare i diritti delle donne per altri interessi;
– cessino la politica di contenimento delle migrazioni fondata sull’esternalizzazione e la militarizzazione delle frontiere e cancellino qualsiasi pratica di respingimento e detenzione;
organizzino corridoi umanitari e ponti aerei per l’evacuazione immediata di coloro che sono in pericolo;
– blocchino, anche attraverso il disinvestimento nell’industria degli armamenti, il ciclo perverso delle “guerre infinite” che imprigiona l’Afghanistan e buona parte delle popolazioni del Medioriente;
– istituiscano un osservatorio speciale per il monitoraggio delle violazioni dei diritti delle donne e dei diritti umani in Afghanistan;
– cessino di ubbidire in silenzio ai diktat degli Stati Uniti e di partecipare alle loro guerre, che portano solo più fondamentalismo, più emigrazione, più povertà;
– rendano conto del loro operato in questi lunghi 20 anni di guerra in Afghanistan.
(1) https://watson.brown.edu/costsofwar/costs/human/civilians/afghan
(2) https://news.un.org/en/story/2021/07/1095782
(3) sito web RAWA: http://www.rawa.org/index.php
(4) sito web Hambastagi: http://hambastagi.org/new/en/   “Noi alzeremo la nostra voce ancora più forte e continueremo la nostra resistenza e la nostra lotta per la democrazia e i diritti delle donne!” – RAWA   CISDA
Coordinamento Italiano Sostegno Donne Afghane Onlus
Via dei Transiti, 1 – 20127 Milano       Questa email è stata inviata a info.uikionlus@gmail.com Ricevi questa email perché sei iscritto a CISDA   Cancellati qui       © 2021 CISDA  

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