Ho scoperto poco fa, con oltre una settimana di ritardo, che gli islamo-fascisti al potere a Kabul, i cosiddetti talenani (ops, pardon, talebani), hanno arrestato e poi sgozzato un famoso comico afghano, tale Kasha Zwan, che pare li abbia presi in giro fino alla fine. Non conosco il comico in questione, non so dire se la sua comicità fosse intelligente o volgare, ironica o crassa, ma non mi interessa. A me basta questo per auspicare la fine ignominiosa e ingloriosa della dittatura islamista afghana (o saudita, iraniana, qatarì, ecc. ecc.), al di là di tutte le chiacchiere, ascoltate talvolta anche da alcuni pseudo-compagni, terzomondisti a buon mercato, sulla cosiddetta “autodeterminazione”. Questi penosi relitti del medioevo, il cui dio tremebondo, sessuofobico e iracondo, che teme una risata più di un drone americano, mi fa schifo solo a nominarlo, devono finire il più presto possibile nell’immondizia della Storia, sepolti, si spera, da una rivolta popolare declinata al femminile. Vale per loro, come per tutti i tiranni grondanti sangue, quel bellissimo slogan anarchico: UNA RISATA VI SEPPELLIRA’!

L’Asino Podrecca.