1 maggio di lotta internazionale dei lavoratori e delle lavoratrici. Meno tempo di lavoro, solidarietà.


Questo primo maggio cade in una situazione difficilissima per i lavoratori e soprattutto per le lavoratrici colpite da disoccupazione e da incremento altissimo del lavoro di cura durante questa sindemia. 

Un governo diretto da un banchiere espressione diretta del grande capitale, appoggiato, oltre che da ABI e Confindustria, da quasi tutti i partiti parlamentari, con un’opposizione formale dell’estrema destra, che punta ad approfittare dell’inevitabile delusione delle speranze suscitate  dal battage pubblicitario sul “Draghi salvatore della patria”.

Un’opposizione di sinistra talmente debole da sembrare quasi impercettibile. 

I sindacati “maggioritari”, CGIL, CISL e UIL, fanno a gara per evitare qualsiasi lotta rivendicativa, oltre che con il governo anche con i padroni.
I miliardi del “recovery plan” si sa già dove finiranno: nelle tasche delle “imprese” e banche, qualche briciola alla piccola borghesia.

Per i lavoratori e le lavoratrici ci saranno sacrifici e licenziamenti. 

Poco o nulla per sanità, istruzione e servizi, che necessitano di un piano urgente di grandi investimenti pubblici per risollevare il disastro che la pandemia ha evidenziato.

Bisogna invertire la rotta che ha portato, negli ultimi 40 anni, ad un enorme trasferimento di ricchezza dal lavoro verso il capitale. 


Il primo maggio è nato come giornata di lotta mondiale per la riduzione dell’orario di lavoro.


Riprendiamo lo spirito del primo maggio.

Costruiamo una vertenza nazionale e internazionale per ridurre radicalmente l’orario di lavoro a parità di paga, per abolire totalmente la legge Fornero, ripristinando il diritto per tutte e tutti di andare in pensione a 60 anni di età o dopo 35 anni di anzianitàlavorativa. 

Far pagare le tasse ai ricchi aumentando le aliquote per chi guadagna centinaia di migliaia o milioni di euro, e riducendole per lavoratori e pensionati; introducendo una tassa sui grandi patrimoni.

Costruire l’unità tra i lavoratori e lavoratrici di tutto il mondo, che in Italia significa innanzitutto abolizione dei decreti Minniti-Salvini che uccidono i migranti e abolizione del legame tra permesso di soggiorno e contratto di lavoro.


Brescia piazza Duomo dalle 9,30 manifestazione con interventi e musica.


Confederazione Cobas, USB, CUB Brescia, Si-Cobas, Assemblea dei lavoratori combattivi BS, Medicina Democratica, Collettivo Uno, C.S. Magazzino 47, Kollettivo studenti in lotta, C.S. 28 Maggio, Comitato Senza Confini, Rete Non Sta Andando Tutto Bene, Azione Antifascista, Osservatorio democratico contro le nuove destre, PRC, Potere al Popolo, Partito dei Carc, PCI, Sinistra Anticapitalista…