Ripubblichiamo un commento di Marino Ruzzenenti, noto militante ambientalista bresciano, dal sito http://www.ambientebrescia.it

Confindustria di Brescia ed A2A, con le istituzioni locali al seguito, si occuperanno della tutela
dell’ambiente e della qualità della vita: gli stessi protagonisti dell’immane disastro ambientale di cui
soffre il nostro territorio (http://www.ambientebrescia.it/BresciaStatoAmbiente.pdf) hanno così
creato il Centro per lo sviluppo sostenibile (Css).
Commentare è decisamente superfluo. Anche se bisognerebbe ricordare a questi signori che la
“visione”, come si usa adesso, dello “sviluppo sostenibile” è vecchia di trent’anni e non ha
portato bene se ci troviamo ancora in una così grave crisi ecologica (per un ripasso, si segnala il
seguente link: http://www.ambientebrescia.it/SviluppoSostenibileAsini2021.pdf con l’avvertenza
che Asini non sono i nostri illustri interlocutori, ma il nome della rivista di Goffredo Fofi!)
Aggiungiamo solo una curiosità piuttosto comica: l’acronimo Css, forse scelto da A2A per la nuova
impresa, vuol dire anche “Combustibile solido secondario”, ovvero rifiuti speciali che in grande
quantità vengono importati e bruciati nell’inceneritore di Brescia, come mostriamo
nell’allegato, ovviamente per migliorare la qualità dell’aria della città! Dunque ben venuto il Css!
Altrettanto superfluo ricordare come manchi di ogni credibilità “ecologica” un sistema
economico in gran parte basato ancora sugli affari della monocoltura dei rifiuti: industria
metallurgica dei rottami/rifiuti per milioni di tonnellate annue; il più grande inceneritore nazionale
di rifiuti urbani e speciali con più 700.000 tonnellate all’anno; 274 imprese che “trattano” più di 5
milioni di tonnellate di rifiuti all’anno; 13 discariche operative che ricevono oltre 2 milioni di
tonnellate di rifiuti da interrare, pari al 70% di tutta la Lombardia ed a quasi il 20% dell’intera Italia,
in un territorio già saturo di 100 milioni di rifiuti tombati, probabilmente record mondiale.
Per essere credibili dovrebbero, innanzitutto, chiudere con questa devastante inondazione di
rifiuti, come chiede il Tavolo Basta veleni: ma di “moratoria” non si vuole neppure sentire
parlare, anzi si presentano nuove istanze per nuove discariche, si sostiene un piano cave
elefantiaco fatto apposta per creare buche da riempire con rifiuti, mentre rimane intoccabile,
in nome del profitto, un inceneritore a tre linee, quando una sola linea abbonderebbe per i
rifiuti dei bresciani.
L’arroganza del “sistema” oggi è tale che non ci si preoccupa neppure di interloquire con il
mondo ambientalista. Un tempo, Comune di Brescia ed Asm, quando progettarono il famoso
inceneritore, coinvolsero, pur in un ruolo subalterno, Legambiente nazionale e locale. Ora neppure
la finzione di un dialogo. Ci pensa direttamente il “sistema” a sviluppare nuove occasioni di
business con l’ambiente. Del resto le risorse proveniente dal Recovery Plan fanno troppo gola:
purché si possa continuare a far soldi con i rottami/rifiuti, con le discariche e con l’inutile
inceneritore, perché non approfittare di soldi pubblici per un bel parco fotovoltaico, magari in
un sito industriale dismesso ed inutilizzabile? Fa così “green”!
Brescia 3 marzo 2021

Marino Ruzzenenti