Lunedì prossimo, 8 marzo, ci sarà di nuovo lo sciopero generale femminista, indetto dalla rete “Non Una di Meno” con l’appoggio (e la copertura “legale”) dei sindacati di base (più o meno tutti) e dell’opposizione di sinistra in CGIL. In questo contesto l’Assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori combattivi di Brescia (già protagonista della manifestazione-presidio davanti alla Prefettura del 29 gennaio, che ha visto la partecipazione di quasi 300 persone) ha indetto un presidio di protesta per le 10 di mattina davanti alla sede della Confindustria Bresciana, a Brescia Due. L’ALC di Brescia ha rivolto un invito ai sindacati di base che hanno proclamato lo sciopero, alla sinistra CGIL, alla rete “Non una di meno“, alla rete “Non sta andando tutto bene“, alle organizzazioni politiche della sinistra di classe, per co-organizzare insieme l’iniziativa, che avrà al centro l’ovvia battaglia contro la violenza alle donne e ogni forma di discriminazione sessista (come negli anni precedenti), con la peculiarità, quest’anno, degli effetti sulla situazione dell’oppressione femminile dovuti all’emergenza COVID. In questo senso la scelta di protestare sotto la sede del padronato bresciano vuole sottolineare le responsabilità della classe dominante, responsabile diretta, con le sue scelte “produttive”, e indiretta, tramite i governanti locali, nazionali e sovra-nazionali (espressione più o meno immediata degli interessi delle “imprese”) della fallimentare gestione degli effetti indotti dalla pandemia. Per pubblicizzare l’iniziativa ci sarà una conferenza stampa giovedì, alle ore 14,30, di fronte alla sede confindustriale. L’appuntamento è fissato per le ore 10 di lunedì 8 marzo, in via Cefalonia, 60 (Brescia Due).