-Continua e si approfondisce la “svolta a sinistra” della Polverini.

Dopo essere passata dal neofascismo a Forza Italia, e da quest’ultima al centro-sinistra (votando a favore del governo Conte), Renata Polverini ha esclamato “Perché fermarmi a metà strada? Sono varie settimane che ho iniziato a leggere per farmi una cultura (prima mi limitavo alla Settimana Enigmistica, soprattutto alla rubrica ‘Forse non tutti sanno che…’) e ho scoperto che mi avevano fregato con la storia della patria, della fedeltà, dell’impresa, ecc. A questo punto vorrei festeggiare il centenario della nascita del PCdI iscrivendomi al Partito Comunista”. “Il problema”, ha aggiunto l’ex segretaria dell’UGL, “è che non so a quale dei 27 partiti comunisti presenti in Italia sia meglio iscrivermi. Sto studiando, ma non credo di riuscire a decidere con cognizione di causa entro domani sera”.

Renzi: crollo nei sondaggi dopo lo “strappo” col centro-sinistra.

Dopo che Conte ha incassato il sì della Camera e del Senato, Renzi e il suo partito sono alle prese con le incognite dell’opposizione. Unirsi all’opposizione di destra? Dar vita ad una “destra diversa”, più civilizzata? Chiedere scusa a Conte e sperare di tornare al governo? Sciogliersi nel movimento? Sciogliersi nell’acido solforico? Tutte le strade restano aperte. Ma il Matteo n.2 appare molto preoccupato dal sondaggio apparso stamattina, pubblicato per il suo partito della storica agenzia F.A.K.N.I.U., che dà ad Italia Viva 46 voti. Non 46%, né 4,6%, e nemmeno 0,46%, ma proprio 46 voti. Renzi è andato su tutte le furie: “Ma come, neanche tutti i 48 parlamentari di IV votano il partito? E i parenti? Gli amici? Il parroco di Rignano, che mi aveva assicurato il suo appoggio?”. Dopo questa sfuriata, pare si sia chiuso in camera sua. A quanto dice la Boschi, che ha appoggiato l’orecchio alla porta, si sentono i singhiozzi che scuotono l’ex-premier in preda allo sconforto.

Trump, prima di andarsene, “grazia” centinaia di detenuti.

L’ex presidente USA, che entro stasera (ora italiana) lascerà definitivamente il posto a Biden, ha approfittato del suo ultimo giorno in carica per graziare centinaia di detenuti, smentendo così le malelingue di sinistra che lo hanno sempre dipinto come giustizialista e tutto “law and order”. Certo, ha commentato il ciuffetto, “Sono favorevole alla pena di morte, alla tortura e al taglio delle mani e dei piedi agli schiavi fuggitivi” (il consigliere al suo fianco gli ha detto qualcosa all’orecchio), “ma sono anche profondamente umano”. I mass media mainstream hanno parlato della grazia concessa all’estremista di destra e truffatore Steve Bannon (suo ex consigliere), negata invece, ovviamente, ad Assange e Snowden. Ma non hanno parlato della grazia per i 65 stupratori di donne nere, tutti bianchi, né dei 49 membri del Ku Klux Klan condannati per omicidio di neri e/o di militanti dell’estrema sinistra, né dei 31 pastori protestanti condannati per aver torturato dei ragazzi rei di aver difeso la teoria evoluzionistica, e tanto meno dei 22 omicidi confessi di medici abortisti. Uno degli assistenti di Trump si è lasciato sfuggire un’indiscrezione: pare che l’ex presidente ci sia rimasto male quando, dopo aver annunciato la grazia per Jack Lo Squartatore (“Non è quello che uccideva le puttane?”, pare abbia aggiunto), gli è stato comunicato che il soggetto non solo non era nordamericano, bensì inglese, ma che era morto da oltre un secolo. “Non mi dicono mai niente! Che razza di consiglieri ho? Ecco perché perdo le elezioni!” pare abbia urlato in preda alla rabbia.

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