In riferimento all’articolo pubblicato dal GdB e al servizio andato in onda Il 2 ottobre su Teletutto ritengo, utili e necessarie, alcune precisazioni. Dopo l’incontro avuto come Basta Veleni in via Cantore col Direttore ARPA di Brescia, ci eravamo lasciati con la responsabilità del mancato allacciamento delle centraline di monitoraggio dell’aria, scaricata sul Comune di Brescia. Oggi appuriamo, sempre dal Direttore, che non solo manca l’allacciamento alla corrente elettrica, bensì anche quello della connessione dati con la sede di Milano. Lo scaricabarile è una costante di quanti formalmente o moralmente si prendono gioco dei cittadini che in modo responsabile e fiducioso si affidano al ruolo delle istituzioni pubbliche. Sta di fatto che oggi, appuriamo che l’azione dei due enti non è priva di gravi ir-responsabilità. Se da parte del nuovo Direttore c’è la scusante del recente incarico, da parte dell’Assessore all’Ambiente Cominelli la scusante morale viene a cadere dal momento in cui lei è la referente del Comune in materia ambientale. Compito suo sarebbe stato quello di fare una giusta e sacrosanta pressione su Regione Lombardia perchè le 2 centraline non rimanessero abbandonate per oltre 2 anni nel territorio cittadino. Entrambi, ora assicurano, dopo che la denuncia dell’abbandono delle due ex nuove centraline è stata resa pubblica, di adoperarsi perchè entro gennaio 2021 (altri 120 giorni) queste finalmente potranno avviare il loro iter di trasmissione dati. Ineccepibile impegno e risposta se non fosse che ipocritamente salterebbe un ulteriore periodo di serio controllo dell’aria di Brescia se è vero, dati alla mano, che i periodi di ottobre-novembre-dicembre 2020 e gennaio-febbraio e marzo 2021 sono i più importanti per validare gli effetti dell’inquinamento dell’aria! Ancora una volta il cittadino, preso per il naso, viene considerato il “soggettone” a cui poter propinare tutte le idiozie possibili. Sono così sicuri i nostri interlocutori istituzionali di Comune e Regione che, a fronte di dichiarazioni sul mancato inserimento di una spina in una presa di corrente, chi legge un articolo e sente un servizio televisivo possa semplicemente rimanere indifferente all’idea che ci sono voluti 2 anni ed ora altri 4 mesi (forse) perchè le centraline possano finalmente entrare in funzione? Sono ancora convinti che la popolazione di Brescia non sia consapevole che la mancanza di dati relativi all’inquinamento atmosferico li metta in una condizione di veder peggiorare il loro stato di salute, anche in considerazione del fatto che risulta sempre più evidente il rischio di correlazione fra smog e Covid-19, o meglio, tra le particelle sottili che facilitano in aerosol il trasporto del virus? Cosa fare ora finchè il chiodo è caldo, anzi caldissimo? Innanzitutto, come viene più volte ricordato, bisogna promuovere un impegno straordinario e di mobilitazione continua per denunciare e costringere max entro 30 giorni, ARPA Regione Lombardia e Comune di Brescia per avviare definitivamente il recupero delle 2 centraline, e, a supporto di questa lotta, una denuncia alla Corte dei Conti come sia stato possibile spendere soldi di tutti per lasciare “abbandonate” in città 2 stazioni per il monitoraggio della qualità dell’aria con la funzione di maggior tutela e salvaguardia della salute pubblica. 

M.