Brescia, 6 luglio 2020: stanotte, durante un sonno agitato dovuto all’afa padana, il nostro collaboratore Feicnius è stato svegliato di soprassalto da uno scossone. Ai piedi del suo letto stropicciato e sudaticcio sedeva un anziano signore, coi capelli lunghi e crespi, scuro di carnagione e con una lunga barba bianca (“puzzava anche un po’ di alcool”, ha poi confessato Feicnius, che lo ha descritto come “un Jimi Hendrix invecchiato”). Convinto si trattasse di un barbone introdottosi furtivamente nella sua abitazione, il nostro ha cercato affannosamente la vecchia spranga arrugginita che nasconde sotto il letto dai primi anni ’70, per difendersi da un’eventuale, per quanto improbabile (vista anche la povertà francescana di Feicnius) aggressione. D’altra parte, ha pensato immediatamente, se si è ubriachi di Tavernello si possono sempre scambiare lucciole per lanterne, e il povero monolocale scalcagnato di Feicnius per una lussuosa villa ad Arcore o in Costa Smeralda. L’anziano personaggio, evidentemente dotato, nonostante l’apparente età, di una spiccata dote d’intuizione, lo ha subito tranquillizzato, in perfetto italiano (con un leggerissimo accento sardo, sostiene Feicnius, “un mix tra Berlinguer e Cossiga” dal punto di vista della pronuncia). Ma lasciamo il seguito del racconto al nostro Feicnius.

“Sta’ calmo e tranquillo, ragazzo” (ragazzo a me? Sono calvo e supero la sessantina!). “Innanzitutto mi presento: mi chiamo Dio (o Elohim, Allah, Shiva, Brahama, Vishnu, ecc.), scegli tu, tanto non mi fa né caldo né freddo. Credo tu abbia sentito parlare di me, non è vero? Negli ultimi tempi, nei miei giri per gli universi, sono capitato per la seconda volta in vita mia su questo pianeta (la prima volta, più o meno una sessantina di milioni di anni fa, non mi sembra di ricordare nulla di voi bipedi chiassosi e ciarlieri, ma, sai com’è, ad una certa età si cominciano a dimenticare certi particolari). Avevo già avuto, due o tremila anni fa, notizie dal mio amministratore locale (ne ho uno in quasi tutti i sistemi stellari, come puoi capire, visto che, con i miliardi di galassie che ci sono in giro, non riesco a tenere tutto sotto controllo) su un brutto vizio diffusosi qui da voi. A quanto mi diceva l’amministratore, pare ci siano un sacco di bipedi (so che voi li chiamate “umani”) che passano la maggior parte del tempo a scannarsi vicendevolmente. La cosa purtroppo non è nuova, né su questo piccolo pianeta né su molti degli altri (quelli più primitivi, come il vostro). Non è nuovo neppure il fatto che gli scannatori tirino in ballo sempre il sottoscritto, inventandosi rapporti con me del tutto inesistenti, e addirittura dichiarazioni (le chiamano spesso”rivelazioni”) che avrei rilasciato all’uno o all’altro degli esagitati narcisisti paranoici che si fanno chiamare “profeti”. Ancor più grave che in queste confuse e contraddittorie presunte “rivelazioni” questi personaggi mi affibbino la responsabilità di autorizzare i reciproci massacri di bipedi sulla base dell’interpretazione di quello che loro sostengono essere il mio “messaggio”. Tra l’altro hanno pubblicato, senza chiedermi il permesso, un sacco di fregnacce (scusa il linguaggio ma sono piuttosto incazzato!) in raccolte semi-anonime stampate un po’ ovunque, di cui sarei, se non l’autore diretto (questo non lo dicono apertamente, credo perché temono che li trascini in tribunale), quanto meno “l’ispiratore”. Il mio amministratore locale (che è un bravo ragazzo, ma un po’ troppo ingenuo ed ottimista, soprattutto quando si fuma delle erbe diffusissime sul vostro pianeta) mi aveva rassicurato, allora, sostenendo che, vista la vostra relativa capacità di adattamento e miglioramento, si sarebbe trattato di un periodo transitorio (al massimo 3.000 anni, mi aveva detto), tra l’epoca precedente (quando eravate pochi e dispersi, ma abbastanza tranquilli – o comunque non tiravate in ballo il sottoscritto -) e quella successiva, in cui avreste imparato a comportarvi bene.  Quindi mi aveva suggerito di non preoccuparmi troppo per l’indebito uso del mio nome nelle vostre ridicole beghe da cortile, visto che in breve tempo sareste rinsaviti. Ripassando di qui ultimamente, come ti ho detto poc’anzi, mi sono invece accorto che continuate in questo stupido e pericoloso giochetto infantile del massacro reciproco. Vero è che negli ultimi due o trecento anni non sempre tirate in ballo il mio nome (pare che ci sia in ballo spesso anche una femmina, soprannominata “patria”), ma resta il fatto che sono continuamente citato come “ispiratore” da questo o quell’altro idiota paranoico per giustificare le sue frustrazioni che sfociano quasi sempre in massacri. Visto che mi fermerò in questa zona della vostra Galassia per tutto il fine settimana, ho deciso di avvisarvi, con una diffida formale, tramite te (visto che, a quest’ora di notte, nessun giornalista era disponibile ad intervistarmi in questa zona del pianeta e non ho nessuna voglia di andare nell’altro emisfero – tra l’altro parlo malissimo l’inglese, lo spagnolo e il portoghese, visto che, ai miei tempi, si studiava soprattutto il sumerico, l’accadico e l’egiziano-). Allora, veniamo al dunque. Il sottoscritto Dio-Jahvè-Elohim-Allah-Brahama-Shiva-Vishnu, ecc. ecc. diffida formalmente chicchessia dall’attribuirgli qualsiasi intenzione di intervenire nei vostri affarucci meschini da pianetucolo di terza categoria. Ho ben altro a cui pensare che entrare nel merito di affari che riguardano al massimo qualche miliardo di esseri insignificanti, che dureranno tutt’al più, nella migliore delle ipotesi, pochi milioni di anni su questo pianeta. In particolare:

  1. Non autorizzo nessun atto di violenza (in particolare ovviamente i massacri di massa comunque vengano chiamati (guerra santa, crociata, jihad, ecc.) fatto in mio nome. Se volete scannarvi, fatelo sotto la vostra responsabilità.
  2. Non ho mai rilasciato dichiarazioni a nessuno in cui avrei espresso opinioni, consigli, suggerimenti, autorizzazioni o proibizioni riguardanti le vostre meschine vite da sfigati. Non ho nulla a che vedere coi libercoli di vario tipo che girano a mio nome, prodotti a mano o a stampa, che impestano le librerie di tutto il vostro mondo.
  3. Non ho figli (né ci tengo ad averli, con quello che costa il mantenimento al giorno d’oggi), né amici o “discepoli” particolari (quelli che si fanno chiamare “profeti”). A mia memoria tu sei il primo (potrei anche sbagliarmi, perché, come dicevo, con l’età si perde un po’) e spero l’ultimo essere umano con cui parlo. D’altra parte non mi sembrate così interessanti da perderci tempo più di tanto. Non posso negare che alcuni di voi siano carini (soprattutto le femmine), ma il dialogo con voi è così basico che dopo un po’ mi vien voglia di giocare a solitario col cellulare.
  4. Se, comunque, nonostante la mia diffida, decideste di continuare a massacrarvi brandendo croci, mezzelune, stelle di David, ruote varie, ecc. ecc. vi comunico che la cosa mi lascia totalmente indifferente. Siete abbastanza grandi da gestirvi da soli le vostre pulsioni insulse. Fossi al vostro posto, avrei un sacco di cose più divertenti da fare (per esempio strusciarvi l’uno contro l’altro per puro piacere) e, vi assicuro, nel mio piccolo, lo faccio appena posso, tenuto conto dei molti impegni che la gestione di infiniti universi mi costringe a seguire. Con questo ti saluto, e cerca di far conoscere ai tuoi simili (soprattutto a quelli che comandano, che mi sembrano spesso più idioti degli altri) il contenuto della presente diffida. Stammi bene, ragazzo”.

E lo disse con la g quasi doppia, alla sarda, soggiunge Feicnius.