Sui fatti di Mondragone, riportiamo qui la presa di posizione del Laboratorio politico Iskra, che giustamente parla di barbarie. La barbarie del capitale, che sfrutta a sangue per pochissimi euro il lavoro degli immigrati e delle immigrate, li espone a ogni rischio di salute e, per completare l’opera, lascia che diventino bersaglio di odio e di violenza “popolare” in quanto “untori”.Scene infami di questo tipo le abbiamo già viste negli scorsi anni a Rosarno e a Castelvolturno o, in Spagna, a El Ejido, e sempre dietro l’apparente spontaneità di questi pogrom, messi in atto con morti e feriti o tentati, ci sono stati gli interessi (e le persone fisiche che li impersonano) dei settori di società che ingrassano proprio sul super-sfruttamento degli immigrati. Figli/nipoti o sgherri dei proprietari terrieri o esponenti di circuiti di malavita organizzata implicati nel traffico di lavoratori/lavoratrici immigrati, capaci di trascinarsi dietro, anche per legami clanici, un po’ di “popolo” (Mondragone ha poco meno di 30.000 abitanti, i dimostranti anti-immigrati erano 150-200). Quindi i massmedia che amplificano al parossismo la violenza razzista effettivamente agìta, in modo da allargare il più possibile il fossato tra autoctoni e immigrati, e da ricattare gli immigrati, quelli irregolari ed anche i regolari. Infine arrivano i “nostri”… cioè? Esercito, carabinieri, polizia, gli stessi “corpi speciali” della repressione di stato, che in questi decenni non hanno soltanto chiuso gli occhi, hanno protetto la moltiplicazione di situazioni simili a quelle dei palazzi ex-Cirio di Mondragone, sempre più diffuse anche al Nord. Una moltiplicazione resa possibile da quella normativa di stato, per ultimi i decreti-Minniti e i decreti-Salvini, che ha allargato deliberatamente l’area degli immigrati irregolari, rigorosamente protetta anche nell’ultima sanatoria-beffa del governo Conte.Il razzismo strutturale, di mercato e di stato, è un elemento organico di questa società (vedere anche l’Amerika e il resto d’Europa, se non bastasse l’Italia). La sola ed unica risposta efficace contro questa barbarie è l’auto-difesa organizzata, la lotta congiunta degli sfruttati autoctoni e immigrati, e – per cominciare – la lotta per un permesso di soggiorno a tempo indeterminato per tutti/e gli/le immigrati/e valido sull’intero territorio dell’Unione europea.

Barbarie. 

Il focolaio di #Mondragone sta mostrando tutte le contraddizioni di questo momento. Un #focolaio nato in uno dei tanti palazzi-ghetto sparsi in tutto il paese, in uno dei tantissimi posti che da inizio emergenza individuiamo come possibili centri di esplosione del contagio.

Da un lato adesso c’è chi sfoga la rabbia di 3 mesi di #quarantena contro il nemico straniero; dall’altro chi scappa per andare a lavorare rischiando di diffondere il contagio. Le situazioni esplosive come quella di Mondragone sono centinaia in tutto il paese, soprattutto al Sud Italia, dove per anni si è preferito chiudere gli occhi di fronte alla normalizzazione di cose che normali non sono.Interi quartieri periferici destinati all’ospitalità di lavoratori e lavoratrici da poter sfruttare (quasi sempre immigrati, molto spesso lavoratori agricoli), in palazzi su cui speculare buttando nelle case decine di persone ammassate, per garantirsi forza lavoro a basso costo da poter utilizzare nelle campagne.

Un tappeto di mattoni e campagne degradate, territori sventrati dal malaffare e dall’estrazione di profitto ad ogni costo, spesso utilizzati come deposito di scorie e immondizia varia.Uno scenario pieno di contraddizioni in cui la peggio ce l’ha un’intera comunità di lavoratori e lavoratrici, costretti oggi alla quarantena, ma che ogni giorno sono costretti a svendere le proprie vite e i propri corpi per un salario da fame.Il #Coronavirus non è l’emergenza, ma è diventata quella scintilla che ha fatto esplodere problemi cronici di questi territori. Alla fine dei giochi la soluzione è sempre la stessa: accelerare sulla riapertura senza sé e senza ma (chissà quanti #DPI saranno stati garantiti agli “untori” rumeni di Mondragone), accettare dei necessari focolai, e se questo alimenta la barbarie poco importa.

Dicevano che gli “immigrati” avessero dei super potenti geni anti-Covid, motivo per il quale potevano anche andare in campagna a lavorare durante il #lockdown. Nell’arco di pochi giorni due focolai, uno a Mondragone, uno nei magazzini della logistica a Bologna, ci consegnano la fotografia: ammalatevi pure voi Rom, voi negri, voi facchini, braccianti, che il paese deve ripartire e la merce ci serve, voi mica volete perdere il lavoro?Laboratorio politico Iskra – Napoli