Lo ammetto: mi sarebbe piaciuto moltissimo vedere, negli USA ma ancor più qui da noi, milioni di operai “blue collar”, ben organizzati e disciplinati, marciare cantando l’Internazionale, bandiere rosse (o rossonere, non sono settario) al vento, magari lanciando slogan per il comunismo libertario, dando vita a Consigli Operai dove si discuta dell’autogestione dei produttori e del superamento dell’appropriazione privata del plusvalore. Con dibattiti partecipati dove si confrontino le tesi di Marx e di Bakunin, di Lenin, Trotsky, la Luxemburg. Con un tocco di Che Guevara, Franz Fanon e, perché no, Walter Benjamin. Non gente che si ribella in maniera disperata, assaltando in preda alla rabbia tutto ciò che richiama alla mente l’odiato “sistema”. Ho molti amici di sinistra “per bene”. Amici che mi sgridano quando inveisco contro il Salvino, la Melona, il Berluska (ma anche il Conte, il Di Maio, lo Zingaretto, per non parlare del Renzo malefico) “usando gli insulti”  e “mettendomi sul loro piano”. Amici che vorrebbero che la politica fosse un “pacato scambio di opinioni” razionali, tra avversari che si rispettano e confrontano democraticamente. Beh, cari amici, non è così. Non lo è oggi, non lo è stato nei “formidabili” anni ’70, non lo è stato mai. La politica, se vuol esser rivoluzionaria, deve fare i conti, ed in buona sostanza accettare, il sangue, le lacrime, la merda che sono alla base di questa società. Se non vi sta bene che decine di migliaia di poveracci assaltino i negozi, “esproprino” delle merci che a loro sembrano belle ed utili, insultino i poliziotti (e cerchino di bloccarli con tutti i mezzi a disposizione) e i politici di turno, urlino in maniera “irrazionale” la loro rabbia e la sputino addosso a chiunque cerchi di fermarli….beh, cambiate mestiere. Le rivoluzioni (ed ancor più le rivolte) non sono mai state “un pranzo di gala”, diceva qualcuno che, a modo suo, un po’ se ne intendeva. Sono “sporche”, piene di contraddizioni. Si può scegliere di stare dalla loro parte, comunque vada. O si può stare a guardare, storcendo il naso. Io ho scelto la prima opzione.

FG