Non sono un medico, e quindi chiedo lumi a chi sa di scienza. Ma se la matematica non è un’opinione, qualcosa non quadra. Innanzitutto come mai l’Italia ha un tasso di mortalità da Covid-19 che supera il 7%, mentre la Norvegia (con una popolazione per fasce d’età simile alla nostra) non arriva all’1%? Per venire ancora più vicino: Brescia è considerata (non so con quanta credibilità, visto, appunto, che non ho una preparazione medica) una delle province più affidabili dal punto di vista della salute pubblica. Ma i numeri di questi giorni mi suggeriscono tutt’altro. A tutt’oggi, 15 marzo, i positivi al virus sono 2473, e i deceduti 269 (quindi intorno all’11%). Per l’intera Lombardia siamo a 13.272, con 1218 morti (circa il 9%). In Emilia-Romagna 3093, con 284 morti (9% ca); in Veneto 2172, con 63 morti (3%); nelle Marche 1133 con 46 morti (4%), in Piemonte 1111 con 81 morti (ca 7%), in Toscana 781 casi con 8 morti (poco più dell’1%!). Come si spiegano queste enormi differenze? C’è forse qualche collegamento con l’inquinamento? Ma, in tal caso, non credo che il Veneto goda di miglior salute della Lombardia o dell’Emilia-Romagna: tutte e tre le regioni sono in parte in quella camera a gas chiamata Pianura Padana. Ci dev’essere qualcosa che mi sfugge. E mi aspetto che qualcuno, “in alto”, me lo spieghi. Perché qui si parla di vita o di morte, non di sciocchezze da comizio elettorale.

Flavio Guidi