“Arrestato per incitazione a proteste. Rischia accusa di terrorismo”

Le accuse nei confronti dello studente egiziano, per molte ore rimaste oscure, sarebbero “Pubblicazione e diffusione di false notizie sul proprio profilo Facebook”, riferisce all’agenzia Dire Mina Thabit, responsabile della ong Egyptian commissione for rights and freedoms, con cui collabora Zaky. “Patrick”, precisa Thabit, che è anche un amico dello studente, “è stato accusato di diffondere false notizie sui social media, spingere le persone a protestare contro le istituzioni, spingere le persone a sollevarsi contro le istituzioni e usare i social media in modo da danneggiare la sicurezza nazionale”. Tutti reati, prosegue l’attivista, “che il regime impiega per mettere facilmente la gente in carcere. Ma non sono accuse fondate: Patrick è un ragazzo tranquillo, non ha mai fatto niente di male e non ha precedenti. E’ solo un attivista per i diritti”.

“Tutti i capi d’accusa contestai a Zaky- avverte Thabit- conducono all’accusa di terrorismo”. Vale a dire, “appartenenza a un gruppo oppure propaganda terroristica”, date le accuse relative alle fake news e al “cattivo uso” dei social network. Per questo, “è molto probabile che dopo l’interrogatorio, Zaky sarà incarcerato”. Quanto alle notizie che circolano su possibili torture? “Non abbiamo ancora conferme, ma purtroppo- conclude l’attivista- è una pratica frequente”.