Viareggio, Laces, Andria, Pioltello, Caluso. E adesso Lodi: un incidente ferroviario l’anno, in Italia. Solo negli ultimi 10 anni, 71 morti. Gli ultimi 2, macchinisti di 51 e 59 anni, stamattina nel Lodigiano, oltre a 31 feriti, passeggeri, fortunatamente non in pericolo di vita. All’alba è uscito dai binari il treno 9595 Milano-Salerno, un Frecciarossa1000, nel lodigiano.

Le cause dell’incidente potrebbero essere ricondotte a lavori di manutenzione, in particolare ad uno scambio. Secondo la Procura di Lodi, “quello scambio era fuori posto: doveva essere in un una posizione e non lo era”. Proprio in quel punto erano stati effettuati lavori di manutenzione, terminati a notte fonda, poco prima del disastro, avvenuto alle 5,34 a Ospedaletto Lodigiano.

La motrice del treno, che viaggiava a circa 290 Km/h, è uscita dai binari finendo contro una palazzina delle ferrovie. Il resto del convoglio ha proseguito per un chilometro, fino a quando una carrozza si e’ ribaltata. ‘Poteva essere una carneficina’, ha detto il prefetto di Lodi. Domani i ferrovieri si fermeranno due ore, dalle 12. Lo sciopero e’ indetto da tutti i sindacati di categoria per la morte dei due dipendenti Fs.

Il disastro sta provocando diversi problemi e ritardi sulla circolazione ferroviaria: sempre la Procura di Lodi ha annunciato che la linea Alta Velocità, nel Lodigiano, resterà chiusa almeno per 48 ore. Oggi e domani, per limitare i danni, i treni da est (quindi anche Brescia) si fermeranno a Milano Lambrate e non in Centrale.

La privatizzazione, la liberalizzazione, la deregolamentazione, la precarietà, la catena degli appalti e dei subappalti, i tagli di personale ed alla manutenzione non sono mai fattori neutri in queste tragedie. Come non lo sono le crescenti condizioni di ricatto che pesano su chiunque abbia il coraggio di denunciare il mancato rispetto delle condizioni di sicurezza, di manutenzione e di investimento dei mezzi e degli impianti.

Proprio fuori da Centrale venerdì, alle 17.30, presidio del comitato “Sporchi Cattivi & Pendolari”. Parole d’ordine: “Basta morti sul lavoro, basta morti andando a lavoro”.