Il partito nazionalista irlandese Sinn Fein è a un passo da una storica vittoria alle elezioni politiche di sabato, cavalcando l’onda del malcontento per temi quali sanità e abitazioni piuttosto che il suo tradizionale cavallo di battaglia, la riunificazione delle due Irlande. Ad appena due anni dal pensionamento del suo storico leader Gerry Adams, che per molti é il volto della sanguinosa rivolta dell’Irish Republican Army contro il dominio britannico, il partito di sinistra è per la prima volta concretamente ben posizionato per influenzare la guida del Paese. I sondaggi di lunedì scorso, confermati ieri da quelli dell’Irish Times, mostrano che il Sinn Fein è davanti ai due partiti, Fine Gael e Fianna Fail, del tradizionale duopolio centrista che reggono da un secolo la repubblica, a turno o insieme.Se il Sinn Fein probabilmente non ha nelle sue liste un numero sufficiente di candidati per sostenere il prossimo governo, un errore dovuto all’improvviso recente balzo nei sondaggi seguito alle sconfitte nei voti locale ed europeo, è intenzionato a far parte della prossima coalizione di maggioranza. Sotto la guida della nuova leader Mary-Lou McDonald, 50enne dublinese che nulla ha a che vedere con la guerra civile in Irlanda del Nord conclusa nel 1998, il partito si è concentrato sulle disuguaglianze create dal boom economico in corso da cinque anni per attrarre gli elettori che fino a oggi hanno guardato il partito con sospetto.”E’ un tipo di elezione diversa. Sono colpita da quante persone dicono apertamente che vogliono cambiare” ha detto McDonald a Reuters. “Penso che sia passata l’idea che dopo un secolo c’è vita e politica oltre il Fine Gael e il Fianna Fail”. I manifestini elettorali menzionano nel programma del partito la riunificazione con l’Irlanda del Nord, ma in secondo piano rispetto alle promesse sui costi delle abitazioni e degli affitti, la cura dei figli e i costi assicurativi.In Irlanda del Nord il Sinn Fein condivide il potere con il filobritannico DUP nel quadro degli accordi del 1998 che posero fine a trent’anni di guerra civile nella provincia britannica. Non ha mai governato nella Repubblica d’Irlanda, dove Adams lo ha condotto al terzo posto a seguito del devastante crollo dell’immobiliare dieci anni fa e dove nel voto del 2016, vinto dla Fine Gael, ha ottenuto il 14%. Nel sondaggio Ipsos Mrbi di lunedì il Sinn Fein era al 25%, il Fianna Fail al 23% e il Fine Gael al 20%, ma dato che ha solo 42 candidati, non potrà occupare più di un quarto dei seggi nel Parlamento irlandese. E i rivali Fine Gael e Fianna Fail, che candidano molte più persone, si sono sempre rifiutati di governare con i nazionalisti, che accusano di essere l’ala politica dell’IRA.Oggi al governo c’è un esecutivo di minoranza targato Fine Gael, che gode dell’appoggio esterno del Fianna Fail. Il Fine Gael sperava che la sua linea della fermezza sulla Brexit e il buon andamento dell’economia, in forte ripresa dopo il crollo del 2009, gli consegnasse un terzo mandato di governo. Ma gli elettori hanno preferito concentrarsi sul costo della vita e sul decadimento dei servizi pubblici. Il Fianna Fail ha cercato di cavalcare l’onda del cambiamento, ma non è riuscito a distanziarsi dal Fine Gael, del quale sostiene il governo del premier Leo Varadkar: resta comunque il partito che ha più chances di guidare il prossimo governo.

di Askanews