Sulla sua pagina Facebook Radio Onda D’Urto ha denunciato i post del leghista Corrado Della Torre contro le Sardine (“Le Sardine infilatevele nel culo” scrive il raffinatissimo leghista) e ancora “Sardine già dal nome capisci che sono poveri sfigati mentecatti”e ne ha approfittato per fare un ritratto di Della Torre e dei suoi propositi come direttore dell’Aler Brescia (Istituto Autonomo Case Popolari).

Chi è Corrado Della Torre

Leghista della prima ora, Radio Onda D’Urto rivela che Della Torre è solito frequentare raduni fascisti dei reduci della Decima Mas a Predappio, giustificandosi dicendo che è ‘appassionato di storia’. Da nuovo direttore generale dell’Aler sta portando avanti la vigliacca politica della Lega bresciana, dato che si propone di scatenare una guerra tra poveri tra gli inquilini delle case popolari.

Il piano della Lega di Brescia con le case popolari così è descritto da un comunicato dell’associazione Diritti per tutti che convoca una mobilitazione per giovedì 12 dicembre alle 16,30 davanti all’ALER in Viale Europa 68 a Brescia.

“L’Aler, tramite il suo direttore generale Della Torre, sta prendendo parte ad una operazione politica della Lega bresciana molto grave e pericolosa” spiega il post: “un tour nei quartieri dove ci sono le case popolari per diffondere odio e razzismo, per creare contrapposizioni e tensioni tra gli inquilini. Col pretesto di alcune controversie di vicinato, la Lega invoca la linea dura e Della Torre ubbidisce agli ordini: eventuali comportamenti, da parte di famiglie con problematiche di disagio sociale-culturale e con bambini, che creano disturbo o non sono adeguati per una corretta convivenza condominiale, devono essere affrontati e risolti con il dialogo e con strumenti di mediazione sociale e non con l’uso della forza poliziesca; inoltre utilizzare la categoria “immigrati”, come fa la Lega, per indicare la causa di tutti i mali esistenti nelle case popolari è ingiusto in quanto non corrisponde al vero, è ingannevole e serve solo a scatenare la guerra tra poveri.

In questo modo l’Aler distoglie l’attenzione dai veri problemi e crea separazioni fra gli inquilini con la vecchia logica del “divide et impera”: così può procedere con l’aumento degli affitti senza fare le necessarie manutenzioni e può eseguire gli sfratti di famiglie, sia italiane che di origine migrante. Da quando Della Torre è direttore generale infatti l’Aler vuole sfrattare addirittura anche chi ha ricominciato a pagare l’affitto dopo un periodo di crisi e anche quando il Comune propone soluzioni concordate, alternative allo sbattere le persone in mezzo alla strada”.