Manuel, compagno anarchico bresciano in carcere da sei mesi e accusato di favoreggiamento alla sottrazione della pena per aver aiutato Juan, un altro compagno anarchico, arrestato per due ordini precedenti di carcerazione del Tribunale e della Procura Generale di Torino, per un totale di 6 anni e un mese di reclusione, è stato condannato a 3 anni e due mesi di carcere.

Gli sono stati negate le misure alternative alla prigione!

Lo stato del capitale infierisce con brutalità contro gli anarchici libertari.

Il reato è di solidarietà nei confronti di Juan per i “gravi” reati da lui commessi così descritti dal Giorno:

“Juan, spagnolo di 42 anni, che per l’Antimafia veneta è l’autore del fallito attentato alla sede della Lega di Villorba, nel Trevigiano, che finì sulle prime pagine di tutti i giornali nell’agosto del 2018. (Nella foto unica reperibile i danni alla sede della lega dell’attentato)

Il latitante è stato individuato nella macchia di Marmentino una settimana fa. E’ una vecchia conoscenza degli inquirenti. Nel 2017 sparì all’improvviso dalla circolazione per evitare di finire in cella su ordine del tribunale di Torino. Sulle sue spalle pende infatti una condanna a un anno e 9 mesi per vari reati contro la persona e il patrimonio. Un lungo elenco di incursioni di matrice anarco-insurrezionalista nel curriculum, dalla travagliata partecipazione al G8 di Genova del 2001, alle manifestazioni no Tav a Torino, fino al furto della torcia olimpica, sempre a Torino, nel 2006. A incastrare l’autore dell’attacco alla sede del Carroccio, come spesso accade, le analisi scientifiche. Il suo Dna era su uno dei fili elettrici dell’innesco dell’ordigno rudimentale lasciato a Villorba. Probabilmente, una goccia di sudore. Sempre la stessa traccia genetica di Sorroche è stata trovata su una delle buste inviate ai giornali per rivendicare l’azione. Per scovare il quarantaduenne è stata necessaria anche la collaborazione della polizia spagnola. Si è partiti dal monitoraggio dei compagni e dal controllo degli spostamenti del bresciano Manuel. Proprio seguendo lui, la mattina del 22 maggio, la polizia ha fermato Sorroche nel luogo in cui si stava incontrando con l’amico che lo aiutava a nascondersi. Già interrogato in carcere a Canton Mombello con il compagno, a Sorroche sono contestati i reati di strage e attentato con finalità di terrorismo.” 

Grande impegno e profusione di mezzi per chi simbolicamente attenta all’ingiustizia, e pene vendicative.

Di seguito la lettera di Manuel di ringraziamento a chi gli ha espresso solidarietà.

(lettera alla città, carcere di Monza 5 novembre 2019)

Questo, permettetemi una battuta, è uno dei testi che, per una strana logica o scherzo del “destino”, quasi sicuramente verrà censurato. (Come disse Dario Fo, la censura è quell’apparato che è stato costruito durante le guerre puniche, sapevate? E’ rimasto dall’ ora!). Grazie di cuore inanzi tutto per avere la possibilità di divulgare il più possibile e di difendere la libertà di parola e di pensiero, portandola all’ attenzione di quel che rimane dell’ “opinione pubblica”. Di mostrare la modalità che hanno, loro stessi, di rinnegare i principi della tradizione liberale e di compiere atti di intimidazione. Sono grato e felice della diversità che è espressa nella mia città e nella mia provincia,per portare vicinanza, affetto e fraternità a me e ai miei cari. Penso che questo metodo( la raccolta delle firme )seppur parziale, ma importantissimo e stupendo, dia la possibilità di trovare un modo per ognuna/o di esprimere le passioni buone e i sentimenti che prova a vivere, nella modalità più consona alla propria esperienza ed al proprio cuore. Di fronte alla guerra, alla povertà imperante e crescente, alla distruzione dell’ ambiente e del futuro a cui ci hanno condannato, è davvero il momento di unirsi e fare “tribù”.
“Io voglio un pane per ogni bocca, un tetto per ogni famiglia, un educazione per ogni cuore, una luce per ogni intelligenza”. ( Sacco e Vanzetti). Davanti ad un fascismo rimontante in salse e in tinte nuove, davanti alle passioni tristi e violente di cui è impregnata la società, il miglior antidoto rimane l’affetto e la solidarietà fra le persone, in un’ unità di pensiero ed azione (come sosteneva Mazzini) che deve valere in ogni aspetto della propria vita. Cerchiamo di avere fiducia nella singola persona e in ogni essere vivente : l’abbruttimento e gli egoismi che vediamo o che proviamo, sono determinati in primis dalle condizioni materiali, in cui uno è costretto a crescere e vivere e dall’ apprendimento dei dis-valori (la violenza cieca, la legge del più forte, la sopraffazione, etc…)che sono frutto del privilegio e di un mondo immiserito ed ostile. Cerchiamo il più possibile, non a chiacchiere ma nelle nostre vite quotidiane, di essere e diventare quello che vorremmo e desidereremmo per il mondo; esempi viventi in piccolo, con umiltà, con tutti i difetti , le mancanze e le “cadute” di quello che ci piacerebbe che fosse. Non v’è nessuno che farà al nostro posto quello che noi non facciamo per noi stessi e per gli altri nel nostro quotidiano. Cercando di essere coerenti nella nostra coscienza e nelle nostre pratiche giornaliere, potremmo aspirare al lascito di Kant: quello di poter camminare eretti e a testa alta per la strada. “ Riconosco in ogni uomo ( e essere vivente, aggiungo io) un mio compatriota “ sosteneva Montaigne. Portiamo nelle nostre giornate, una componente il più possibile etica, con la lucidità che, se bisogna decidere per la difesa dei propri interessi personali, bisogna necessariamente pensare a chi ci è vicino e non : in un azione di cuore che abbracci e protegga il mondo intero. Questo mettersi in gioco in prima persona, nel nostro piccolo quotidiano che ci attornia, nei nostri rapporti umani( etc…), questo tentativo umile di essere il più possibile coerenti fra quel che si pensa, si dice e ciò che si prova a fare, è uno, secondo me, dei “segreti della vita” ( per usare un parolone !) che ci farà ri-scoprire esseri viventi nuovi. Un piccolo passo (la raccolta firme) e parziale, ma nobile e umano, di cui ringrazio tutte e tutti. Un modo per iniziare a rompere la passività e la delega, per imparare assieme a metterci in prima persona senza lasciare ad altri l’espressione delle nostre convinzioni e dei nostri sentimenti. E perchè no?! Un piccolo passo magari per riscoprire e cercare il piacere, la gioia e l’impegno di incontrare altre persone , di discutere, di scambiare idee fra noi per interrompere questa folle corsa verso il baratro e la disumanità. Una cosa nuova, per i più nella vita e che può migliorarla notevolmente in qualità. Se ci pensiamo bene e ci fermiamo un attimo, l’unica cosa seria da fare davanti a quanto sta accadendo è di incontrarci e di pensare seriamente a noi e alle generazioni future.
Impariamo ad allenare la sensibilità : a non girarsi davanti alle ingiustizie o davanti a chi è in difficoltà. Non è un’aspirazione demandata ad un futuro lontano , ma è una cosa che è possibile fare nel quotidiano. E’ solamente una questione di volontà. Nulla più. Non c’è nulla da temere. Non c’è nulla di cui aver paura, anche nell’ammettere le proprie mancanze, i propri timori, i propri egoismi che non ci permettono di “vedere al di là del proprio naso”. Ammetterci queste cose, è l’unica possibilità che abbiamo per superarle. Tutte e tutti siamo portatori di sofferenze, di difficoltà e di tragedie che ci sono capitate e ci accadono nelle nostre vite. Tutti schiacciati da questi macigni. Ma pensiamo davvero che un rapporto inter-personale diverso, una risposta diversa, uno scendere in piazza e confrontarci con gli altri ci costerebbe molta fatica in più?? ne siamo così convinti anche se non lo abbiamo mai provato ?! Non è forse una possibilità in più che abbiamo, provare a trovare una soluzione assieme ai problemi che abbiamo? E allora, sinceramente parlando, perchè non provarci ?! Questa situazione può divenire, se lo vorrete, un occasione per discutere e per parlare assieme di altro: dei problemi che abbiamo, della casa, della salute, della scuola, delle libertà sempre più negate, della corruzione di chi ci governa, del caro-vita…
Mentre in tutto il mondo le mobilitazioni popolari per la dignità , contro i privilegi e l’aumento del costo della vita e per la difesa dell’ambiente che ci ospita, aumentano , mi auguro che la Brescia delle 10 giornate, della resistenza, delle lotte operaie e per i bisogni primari di tutte le persone e dei migranti, non resti insensibile .Che quella Brescia accogliente e solidale che già si strinse per affrontare il dramma della strage di Stato del ’74 , non rimarrà sorda alle urla di dolore dei più umili e al richiamo dei propri fratelli e sorelle che sono scesi in strada, in tutto il pianeta in questi ultimi mesi. Speriamo che le singole persone discutano e che si uniscano alla pari confrontandosi tra loro, portando le proprie diversità, le proprie differenze ed esperienze, in ogni ambito della propria giornata. Senza soluzioni pre-confezionate e senza autoritarismi di ogni genere, senza insegne né interessi di parte.
PER UN NUOVO INIZIO.

MANUEL