Tre macigni nelle scarpe che mi infastidiscono.

La Bolivia di Morales, come prima il Cile di Allende e tantissime altre esperienze sia latinoamericane che europee, dimostrano che governare scendendo a patti e non intaccando il potere della borghesia porta alla reazione.

Il riformismo è utopia, le riforme sono accettate quando i rapporti di forza per la borghesia sono a lei sfavorevoli per poi distruggerle quando ha indebolito in mille modi il fronte degli sfruttati, o corrotto la fiducia nei governi “progressisti”.

Non condurre una lotta senza quartiere ed espropriare i capitalisti quando se ne ha la possibilità è la colpa dei riformisti. 

Morales, Lula, Correa, Chavez/Maduro hanno questa colpa che pagano appena la borghesia può liquidarli.

La storia umana da 3000 anni è storia di lotta di classi e avanza per rivoluzioni. Il riformismo è utopia. La rivoluzione è realtà.

A Venezia acqua altissima, la grande opera del Mose gridata come necessaria e indispensabile dai politici e imprenditori che dovevano fare profitti è l’ennesimo crimine ai danni dei cittadini e del territorio. I 5,5 miliardi di euro tolti ai servizi sociali alla sanità alla scuola, insieme ai danni attuali, andrebbero fatti pagare agli imprenditori che hanno fatto l’opera e ai politici di centrosinistra e centrodestra leghisti compresi, che l’hanno votato.

Le grandi opere sono quasi sempre inutili e dannose e servono solo a chi le fa.

ILVA, ormai gli industriali e i loro politici gettano la maschera sfacciatamente: per il profitto licenza di uccidere, distruggere e saccheggiare anche violando le proprie leggi.

Uccidere sfruttando allo spasmo i lavoratori su impianti fatiscenti e pericolosi, inquinando le città senza mai pagare per le conseguenze.

La vergogna di sindacati senza prospettive che cercano solo imprenditori sempre più senza scrupoli per continuare questo massacro.

Poi PD, Lega, ambigui 5S e manutengoli vari applaudono a Greta. 

L’idea che hanno è che i lavoratori, gli sfruttati, i giovani siano dei fessi facili da abbindolare con un buon marketing e qualche briciola sotto forma di clientela.

Purtroppo normalmente è  così; ma ci sono momenti particolari in cui una parte grande della popolazione non accetta più lo stato presente di cose come sta accadendo oggi in Cile, Libano, Irak.

La nostra scommessa è che in questi momenti non ci siano titubanze riformiste e che si cambi davvero, togliendo il potere reale/economico agli sfruttatori e si costruisca una società autogovernata.