Lamberto Lombardi, ex segretario del PRC negli anni ’90, oggi segretario provinciale del PCI (quello di Alboresi, non quello di Togliatti-Longo-Berlinguer) ha sempre avuto un discreto senso dell’umorismo (magari non sempre accompagnato dalle adeguate conoscenze storiche) e, evidentemente irritato dalle critiche a Evo Morales provenienti dalle nostre file (che non ci impediscono di batterci contro i golpisti, ovviamente, in Bolivia come in Italia), ha scritto una divertente lettera satirica sulle varie mailing list di movimento, prendendosela coi “trozkisti” (sic!). Siccome parla esplicitamente di Turigliatto e Moscato (entrambi militanti di Sinistra Anticapitalista) ho dedotto che parlava proprio di noi. E ho pensato giusto scrivere una risposta, di quelle “leggere”, tra amici e compagni. Ecco i due testi.

MAESTRI ESIGENTI E INCOMPRESI

Finalmente un pò di severità nei confronti dei governi popolari sudamericani!
Abituati a una vita facile e consensi gratuiti per il solo fatto di aver sottratto alla povertà e all’analfabetismo milioni di campesinos non si sono resi conto di aver fatto degli errori. E noi, sinistra, a sostenerli malgrado tutto, noi accecati dal nostro ideologismo, dal nostro governismo a incolpare, inaudito, la CIA di operare dei golpe.
A dire finalmente la verità, la dura verità, ci hanno finalmente pensato i rivoluzionari al titanio, i trozkisti, gli unici rivoluzionari che in tutto il pianeta, in tutta la sua storia non hanno mai governato non dico una circoscrizione ma nemmeno la loro festa di compleanno. E dall’alto di questa spaventosa esperienza salgono sul predellino e ci annunciano che, ebbene sì, TUTTI i i governi popolari dell’America Latina hanno fatto degli errori e li stanno pagando. Troppo comodo poi incolpare gli amerikani.
Correa, Maduro, Chavez, Ortega, Cabello, Castro, Gheddafi ma anche Assad e l’Iran, come del resto il supercattivo Stalin, nessuno ma proprio nessuno li ha ascoltati e poi si lamentano! E poi la colpa di chi è? dei padroni? Troppo comoda! E sì che loro hanno cercato in tutti i modi di farglielo capire, hanno organizzato ovunque manifestazioni contro i governi, con gli studenti, con i contadini. Ma loro niente, imperterriti a bagordare. E poi certo che vincono le destre. E poi parlano di golpe quando nella maggior parte dei casi non sono neanche dovuti intervenire i carri armati ma solo la polizia e l’esercito, quando i loro governi sono caduti per implosione e per il tradimento dei loro uomini che non avevano saputo scegliersi! Altro che eversione di destra.
Bisogna ammetterlo, questi, i Turigliatto, i Moscato, i Taccioli è gente con gli attributi, non si fermano alle apparenze a vanno dritti alla dura realtà e immancabilmente e interminabilmente, ahimè, la dicono. Sono anche dei perfezionisti come quei pittori che non hanno mai finito un quadro perchè non era esattamente quello che avrebbero voluto. E intanto papà paga il vitalizio. Però insegnano ma, disdetta, non trovano mai un governo popolare che non faccia errori. E sì che loro i popoli li amano nonostante i loro difetti. E come i vecchi insegnanti di un tempo giù cinghiate, cinghiate d’amore, perchè gli errori si pagano. Rifare i compiti e ricominciare da zero! Meglio altri cinquant’anni di sfruttamento e repressione che un solo altro giorno prendendo iniziative sociali imperfette.
Ma non fategli fare niente, non possono agire, sapeste quante imperfezioni si nascondono nel fare! Un amico, un tendenzioso settario, a proposito di loro mi ha detto: ascoltare le loro critiche politiche è come ascoltare la descrizione del sapore di uno stufato di vitello fatta da un vegano: può parlarne per ore e tu puoi pure credergli, puoi pure dargli ragione, ma la cosa non ha senso.
Una preghiera sola rivolta ai trozkisti da tutti i popoli che stanno provando a rialzarsi: amateci di meno, anzi non amateci affatto e fate finta che non esistiamo. Quando si dice l’incomprensione!

Lamberto Lombardi

 

Ho letto con divertita attenzione la mail di Lamberto, in cui si accusano i “trotzkisti” (con la “t”, Lamberto) di “fare le pulci” ai “nostri” leader. Sarebbe anche simpatica (visto che a Lamberto il senso dell’umorismo non manca) se non insinuasse che i cosiddetti “trotzkisti” non solo sono inutili a sé e agli altri, visto che non hanno “governato nemmeno una circoscrizione”, ma che, a quanto pare, non si battono mai dalla parte giusta (in questo caso dalla parte di Evo). L’intervento di Lamberto mostra sì un notevole senso dell’umorismo, ma purtroppo anche una totale ignoranza della storia del movimento operaio (e, temo, una difficoltà di comprensione nella lettura dei comunicati, visto che quello di Sinistra Anticapitalista, a cui appartengono sia Turigliatto che Moscato, chiama alla mobilitazione unitaria contro i golpisti). Certo, per Lamberto non è possibile criticare i “leader” del “movimento popolare (a proposito, che c’entrano Morales o Chavez – per non parlare di Fidel – con gli assassini come Assad?) e, contemporaneamente, chiamare ad una lotta unitaria contro le destre tutta la sinistra, dai “sostenitori acritici” fino ai “criticoni” anarchici e trotzkisti. Se mi critichi, che cazzo vuoi da me? Mica vorrai lottare insieme a me! Più che un marxista, abituato alla dialettica materialistica, sembra una dama della buona società stizzita, in nostro Lamberto. Comunque, per tornare al “governo delle circoscrizioni”dei “trotzkisti” (cosa che di per sé non mi scandalizza, visto che più che “governare”, vorrei un mondo in cui i lavoratori si “autogovernino”), non tirerò fuori le glorie passate (dall’Ottobre Rosso fino al 1923, o la Catalogna del 1936-37), mi limiterò a qualche cenno di storia abbastanza recente, che sicuramente è sfuggita al buon Lamberto, troppo occupato a misurare la “potenza di fuoco governativa” del PCI (quello di oggi, non quello di Berlinguer). Il PT di Lula, tanto amato dal nostro, è nato alla fine degli anni ’70 a Sao Paulo, anche grazie al contributo dei “trotskisti” brasiliani, che, animando la sua corrente di sinistra, hanno “governato” col compagno Raul Pont, sindaco al tempo del movimento altermondialista, la città di Porto Alegre (che è un pochino più grande della III circoscrizione di Brescia), accogliendo il Forum Sociale Mondiale. Sempre in ambito lusofono, il Bloco de Esquerda portoghese (10% dei voti) che non governa, ma permette di governare (criticamente, ovvio) ai socialisti portoghesi, è costituito in buona parte dai “trotzkisti” portoghesi, di cui Francisco Louça è il più famoso esponente (portavoce del BE per 10 anni, parlamentare). Nel 2014 nasce Podemos: forse Lamberto non lo sa, ma l’unica organizzazione politica ad averlo “lanciato”, al fianco del gruppo di intellettuali attorno a Pablo Iglesias, è stata Izquierda Anticapitalista (i “trotzkisti” spagnoli). Oggi Teresa Rodriguez, “trotzkista” è la leader di Podemos Andalucia, “Kichi”, suo marito (“trotzkista”) è sindaco (rieletto per la seconda volta) di Cadice (una città grande più o meno come Brescia) e Miguel Urbàn (giovane “trotzkista”) è europarlamentare di Podemos (rieletto per la seconda volta). Per carità di patria (ho già rotto abbondantemente le palle, lo so) non racconterò al mio amico veterinario e rugbista il ruolo dei “trotzkisti” nella creazione della COBoliviana, piuttosto che nelle Filippine di oggi o nel parlamento del Pakistan (dove un nostro deputato è appena stato arrestato, accusato di “terrorismo”, dal regime di Islamabad). Una piccolissima soddisfazione (è vero, un po’ settaria) me la voglio togliere: nel 2002 i due candidati “trotskisti” francesi raccolsero oltre il 10% dei voti alle presidenziali. Il “glorioso” PCF ottenne l’1,9%: e sì che aveva “governato” città, regioni, e persino la Francia intera (nel 1936, nel 1944-47 e nel 1981-83). Dai Lamberto, non prendertela: lasciaci criticare liberamente, lo sai che ci piace fare le Cassandre. Ma, ti prego, per una volta, invece di usare mezzucci (magari anche umoristici e simpatici) prova a entrare nel merito delle nostre critiche. Senza rancore.
Flavio