Dopo la pausa estiva, martedì prossimo, 17 settembre, riparte il FSAB. La situazione politica attuale appare un po’ diversa dall’ultima riunione, prima delle ferie estive: caduto il governo giallo-verde, è nato il governo giallo-rosa, e l’onnipresente Salvini appare, sul breve periodo, in difficoltà (almeno fino a un certo punto), almeno se si guardano i sondaggi. Ma, a sinistra, chi non si è voluto far mettere le fette di salame sugli occhi e non ha la masochistica tendenza a baciare il rospo (magari esaltandone pure il l’aspetto spacciandolo per un principe in divenire) si rende conto benissimo che la situazione è tutt’altro che rosea. Anche il più inguaribile ottimista capisce che, in presenza di un governo “di centro” che inevitabilmente porterà avanti politiche più o meno antipopolari e di una fortissima (almeno elettoralmente) opposizione di destra egemonizzata da nazionalisti, leghisti e fascisti, la partita è, sul medio periodo, probabilmente già persa in partenza. A meno che….. A meno che la sinistra degna di questo nome, politica, sociale, sindacale, esca dal coma in cui sembra entrata negli ultimi anni, e cominci a far sentire la sua voce, creando un’alternativa credibile al duello tra liberali e reazionari che sembra caratterizzare la politica italiana degli ultimi anni. Siamo al solito, vecchio discorso che facciamo da anni, a Brescia come altrove? Certo, visto che non si intravedono scorciatoie né politiciste né movimentiste all’orizzonte. Ma stavolta qualcosina sembra muoversi, seppur con circospezione e cautela, probabilmente grazie al farsi strada della consapevolezza che il tirare a campare coltivando il proprio orticello non serve poi a molto. A livello nazionale, infatti, oltre all’appello per un’assemblea di tutta la sinistra (politica, sindacale, sociale, ecc.) per decidere CHE FARE lanciata da Sinistra Anticapitalista e a quello analogo (rivolto però solo ad alcune organizzazioni) lanciato dal PCL, c’è stato un appello abbastanza simile lanciato da Piero Bernocchi, portavoce della Confederazione COBAS, e quello per un Fronte Anticapitalista lanciato dal SiCOBAS. Insomma, dopo il fallimento del progetto unitario di Potere al Popolo, trasformatosi come si sa nell’ennesimo partitino di estrema sinistra, si muovono i primi, timidi passi per uscire dall’impasse. Anche a Brescia qualche piccolo segno positivo si intravvede, come la recente mobilitazione unitaria per il Rojava, che ha visto coinvolte, oltre alle forze che danno vita al FSAB, anche altre realtà (in particolare l’area che fa riferimento al CS Mag 47). Insomma, non si può dire che l’aria sia cambiata, ma qualche piccolo refolo di aria fresca sembra insinuarsi nell’atmosfera stagnante della sinistra “radicale”. Staremo a vedere. Intanto, l’appuntamento è per dopodomani, alle ore 20,30, presso la sede del PRC in via Cassala/via Eritrea (di fronte a Brescia Oggi).

Flavio Guidi

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