Questo fine settimana è prevista una mobilitazione internazionale a fianco dei rivoluzionari del Rojava (Kurdistan sudoccidentale, Siria settentrionale) che, dopo aver sconfitto gli islamo-fascisti dell’Isis, sono sotto attacco da oltre un anno da parte delle forze dello stato turco appoggiate da varie formazioni islamiste reazionarie. Dopo la decisione degli imperialisti USA (che avevano appoggiato con l’aviazione i combattenti del Rojava per poter fermare l’avanzata degli islamo-fascisti) di “mollare” gli ex alleati dell’YPG-YPJ, una volta venuta meno la minaccia dell’Isis, aprendo la strada a Erdogan e ai suoi miliziani, la situazione per chi si batte per edificare una società libera, laica, democratica, egualitaria nella Siria del Nord si è fatta sempre più difficile. Isolati in un’area povera e devastata da 5 anni di guerra, circondati da potenze ostili come il regime turco, quello siriano, quello iraniano (con in più la costante minaccia delle forze mercenarie jihadiste appoggiate dai sauditi e dalle altre monarchie reazionarie del Golfo), abbandonati dagli ex scomodi “alleati” occidentali, in assenza di una vera e propria mobilitazione di sostegno di massa da parte delle forze progressiste regionali e mondiali (diversamente da quanto era accaduto, per esempio, per Cuba, per il Vietnam, per il Nicaragua), i combattenti rivoluzionari sembra stiano cercando un compromesso tattico col regime siriano (che appare in questo momento come il “nemico minore”), permettendo alle truppe di Assad di insediarsi nel nord del Rojava, in modo da fare da “cuscinetto” tra loro e il nemico più aggressivo del momento, la Turchia del dittatore Erdogan. Al di là dell’opportunità di questa mossa, nostro dovere è fare di tutto per non lasciare sola questa punta avanzata della rivoluzione internazionale. Per questo Sinistra Anticapitalista, insieme ad altre forze da sempre impegnate per il Rojava, come il Magazzino 47, Rifondazione Comunista, la Confederazione Cobas, o comunque simpatizzanti per la causa dei compagni delle YPG-YPJ (Non Una di Meno, Collettivo Kaos, Rete Antifascista, sezione ANPI “Caduti di Piazza Rovetta”, ecc.) co-organizza una settimana di mobilitazione internazionalista. Due sono le scadenze: mercoledì prossimo, 4 settembre, si terrà un’assemblea alla presenza di un combattente internazionalista italiano nel Rojava, davanti al cinema Eden (zona Carmine), alle ore 19. E sabato, alle ore 15, una manifestazione-presidio davanti alla base NATO di Ghedi (in cui sono presenti personale militare e aerei turchi). Ovviamente l’invito a mobilitarsi è esteso non solo ai militanti delle forze politiche e sociali che hanno organizzato le due scadenze, ma a tutti i compagni o anche ai semplici democratici che hanno a cuore la causa della libertà, della laicità, della democrazia.

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