di Andy Stowe

Il ministro delle Finanze ombra, John McDonnell ha del tutto ragione a dire che la sospensione del Parlamento operata dal Primo Ministro Johnson è un “vero e proprio golpe britannico”. Un governo di ideologi della destra radicale sta chiudendo proprio ciò che essi dicono debba essere sovrano. 

È una sfida all’intero movimento operaio britannico e porta la situazione a un nuovo livello. È quasi una misura insurrezionale da parte di un governo che non vuole l’opposizione fra i piedi. Trump e Putin ne ammirano l’audacia.

Il Labour è decisivo per fermare questa manovra e impedire una Brexit senza accordo il 31 ottobre. Per fortuna, sebbene la direzione di Corbyn abbia esitato per lungo tempo ad assumere una chiara posizione per il remain, ieri il leader del Labour ha assunto la testa di una campagna anti-Brexit chiamando i leader dei partiti di opposizione a discutere la tattica parlamentare per le settimane a venire.

Se ciò sia stato un fattore nella decisione odierna di Johnson, non lo sapremo mai, ma pone il Labour in una posizione di forza per condurre una lotta a tutti i livelli contro il progetto della destra radicale di distruggere posti di lavoro e offrire pezzi del Servizio Sanitario Nazionale (NHS) alle multinazionali statunitensi. Nonostante il Labour possa pensare di rivolgersi in qualche modo a Elizabeth Windsor (la regina Elisabetta, n.d.t.), questa è lotta di classe e l’opposizione deve essere condotta con i metodi della lotta di classe, vale a dire dentro e fuori il Parlamento, nelle piazze e nei luoghi di lavoro. Se Johnson vince questa battaglia, saremo in grossi guai.

Da un lato ci sono Farage (leader del Brexit Party, n.d.t.), Rees-Mogg (Leader della Camera dei Comuni e Lord Presidente del Consiglio del gabinetto Johnson, n.d.t.) e Johnson, alla guida di un’alleanza degli eredi di Enoch Powell (politico ultraconservatore e razzista attivo fino agli inizi degli anni Novanta, n.d.t.), dei devoti di Ayn Rand (filosofa russa sostenitrice di una sorta di ultraindividualismo, n.d.t.), dei nazionalisti inglesi e del DUP (Partito Unionista Nord-Irlandese, n.d.t.). Dall’altro, come abbiamo notato in tutte le manifestazioni contro la Brexit, lavoratori immigrati, progressisti e internazionalisti. Sono questi i sostenitori della libertà di movimento per mezzo miliardo di persone e gli oppositori del cambiamento climatico. 

Le più grandi manifestazioni degli anni recenti sono state quelle contro la Brexit. Praticamente tutti coloro con un minimo di conoscenza della politica britannica sanno che questa è la grande linea di frattura e che fermare la Brexit è lo slogan che riesce a portare in piazza centinaia di migliaia di persone in Inghilterra, Scozia e Galles. È adesso compito del Labour chiamare i suoi centinaia di migliaia di aderenti a organizzare grandi proteste e manifestazioni.

Il golpe di Johnson è un’opportunità per il Labour. La resistenza alla Brexit dei Tories è intrecciata indissolubilmente alla campagna elettorale appena iniziata. Un programma radicale per il governo e per fermare la Brexit è il modo migliore di fermare il golpe. 

Partecipiamo tutte e tutti alla giornata nazionale di protesta di sabato 31 agosto.

Pubblicato originariamente su http://socialistresistance.org/only-labour-can-stop-johnsons-coup/17844

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