Piccola riflessione estiva su una notizia letta stamane sul “bugiardino” (Il Giornale di Brescia, per i pochi che ci leggono da fuori provincia). A quanto pare è stato individuato e arrestato il presunto autore dell’attentato al campo sinthi di gennaio: si tratterebbe di un contadino 60enne, il cui podere confina col campo degli “strolech” (brescianismo per “zingari”). Costui, a quanto pare “esasperato da vari furti” (GdB), convinto che gli autori delle sottrazioni indebite fossero da ricercarsi nel campo suddetto, avrebbe deciso di “farsi giustizia” a modo suo: incendiando due roulotte nel cuore della notte e sparando a coloro che, terrorizzati dall’incendio, cercavano scampo dalle fiamme fuggendo dalle roulotte. Il nostro “eroe”, quindi, dopo aver deciso chi erano i colpevoli, aveva deciso pure di decretare la pena di morte per chi aveva, presuntamente, osato violare il sacro diritto di proprietà. All’epoca avevamo manifestato, a fianco di alcuni sinthi e rom, contro questo attentato, ritenendo che dietro ci fosse la mano di gruppi razzisti e fascisti. Che a quanto pare, almeno in questo caso, non risultano essere gli autori materiali dell’incendio e dei tentati omicidi. Eppure…..Eppure, qualche responsabilità, almeno politica e morale, ce l’avrà chi, come Salvini, la Meloni e altri esponenti minori della galassia dell’estrema destra, soffia continuamente sul fuoco dell’odio razzista verso immigrati (poveri, ovvio), sinthi, rom (a volte, persino in Italia, tornano fuori pure gli ebrei) ed in genere tutti coloro che, pur senza dirlo apertamente, sono ritenuti “inferiori” agli “italiani” (definizione alquanto fumosa ed ambigua, non essendo chiaro se si riferisca al possesso di un passaporto della Repubblica Italiana, o ad una presunta comunità linguistica e/o culturale o, nel caso di personaggi particolarmente deliranti, ad una presunta “razza” intesa in senso biologico). Responsabilità raddoppiata, nel caso in questione, da tutta la campagna salviniana sulla cosiddetta “sicurezza” e sul “diritto” ad un’imprecisata legittima difesa. Campagna, sia detto per inciso, completamente costruita non solo dagli esponenti dell’estrema destra (Lega, FdI, gruppuscoli nazifascisti), ma che gode della complicità oggettiva del grosso della stampa e della televisione nazionale, sempre pronte a gettare in prima pagina la notizia di cronaca nera più agghiacciante (soprattutto se il responsabile appartiene alle categorie di cui sopra). E ignorando bellamente i dati (sottolineati persino dalla Magistratura e dai settori delle forze dell’ordine più responsabili e meno forcaioli) che dimostrano che l’Italia è uno dei paesi più “sicuri” del mondo (penultimo per numero di omicidi in proporzione al numero di abitanti, dopo il Giappone), con un calo vistoso della maggior parte dei reati: solo per citarne uno, nel 2017 gli omicidi sono stati 357 (6 volte meno che agli inizi degli anni Novanta!). Ma tant’è, per chi si accontenta delle chiacchiere al vento dei vari Feltri, Salvini, Meloni, ecc. ogni riferimento alla riflessione razionale è come parlare al vento. E, a proposito, chi semina vento, raccoglie tempesta.

V. S.