Ci sono conferme e sorprese (relative) nell’articolo pubblicato ieri, 26 aprile, dal Fatto Quotidiano sulla “Brescia nera” (“Brescia aspetta il 28: riti e incontri in onore del Duce“). Innanzitutto il giornale ci avverte che non si tratta solo di “sottobosco nero“, ma anche di “imprenditori e gente che conta” (e questo, di per sé, non è una sorpresa, visto che tutti sappiamo che i fascisti sono sempre stati i servi dei potenti). Si parla del necrologio che annuncia una messa in ricordo di Mussolini dell’Associazione delle famiglie dei repubblichini caduti e dispersi. Una messa che si terrà domenica 28 “nella chiesetta sotto il colle Cidneo” (ci piacerebbe sapere quale, e magari anche il nome del prete che officia). Il Fatto ci dice che ci saranno pezzi della “Brescia che conta”. E cita il dirigente della sanità lombarda, i piccoli e medi imprenditori, gli ex missini e attivisti di AN. Pare che a questa messa non manchi mai Marco Bonometti, ex presidente degli industriali bresciani, ora a capo di quelli lombardi (si vede che essere fascisti, di questi tempi, aiuta nella carriera!), “che non ha mai nascosto le sue simpatie fasciste“. La sorpresa (molto relativa) è apprendere che “da qualche tempo si sia trasformato in un renziano doc, con il sostegno anche economico alle campagne elettorali dell’ex premier e di Maria Elena Boschi, mentre per le europee strizzerebbe invece l’occhio alla forzista Lara Comi“. Insomma, un personaggetto “aperto”, fascista-renziano-forzitaliota. Il quotidiano ci informa anche sulla riunione, un giovedì al mese, in un ristorante non specificato (peccato!), dei reduci di Avanguardia Nazionale (gruppo terrorista fascista sciolto nel ’76). Qui troviamo un nome a noi ben noto: si tratta di Kim Borromeo, noto picchiatore fascista degli anni ’70 (arrestato nel marzo 1974 mentre trasportava tritolo in Val Camonica), usato dal padrone dell’IDRA, sempre in quegli anni, come crumiro e “sindacalista” (ah! ah! ah!), della “CISNAL” (pseudisindacato di crumiri e picchiatori legato al MSI, ovviamente lacchè dei padroni di ogni tipo). Il Fatto ci parla delle attività locali di Casa Pound e Forza Nuova, delle aggressioni e delle ronde, di un certo Mirko Mancini, candidato dell’estrema destra alle ultime elezioni e “leader dei Brixia Blue Boys“, una squadraccia che pretendeva di “fare pulizia” in zona Stazione, i cui responsabili sono indagati dalla Procura per uso di divise non autorizzate con simboli fascisti. Apprendiamo anche che Roberto Fiore, il duce di FN, è atteso nella sede di Via Milano del gruppo neofascista in vista delle elezioni europee, “probabilmente il giovedì prima del voto, proprio a ridosso dell’anniversario della strage nera di Piazza della Loggia“. Insomma, il sottobosco degli squadristi, dei padroncini, dei delinquenti prezzolati si sente sempre più ringalluzzito dal clima che si respira grazie anche all’ulteriore sdoganamento (dopo quello del ’94 ad opera di Berlusconi) dell’ideologia fascista operato da Salvini e dal fascio-leghismo. Brescia antifascista deve tener d’occhio questi “movimenti” più o meno occulti. Il pericolo fascista(in forma nostalgica o sotto nuove forme) si aggrava di giorno in giorno, e attendere una risposta da parte delle “istituzioni” (al di là di qualche lodevole eccezione), come sembra fare la parte più moderata dell’antifascismo bresciano (e nazionale) potrebbe rivelarsi l’ennesima illusione, che pagheremmo a caro prezzo (come già nel 1919-24, o di nuovo negli anni post ’68-’69). Ci saremo anche noi a festeggiare la fucilazione di Mussolini (senza messe e cerimonie macabre)?

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