Un nuovo terremoto ha colpito l’Umbria.Questa volta è di tipo giudiziario, di magnitudo elevata, e con le scosse di assestamento in corso ha prodotto danni/benefici molto consistenti. 35 indagati (destinati a crescere nei prossimi giorni) e 4 arresti di peso nella sanità e nella politica (tra cui il segretario regionale del PD Giampiero Bocci, ex sottosegretario agli interni, eletto da appena 4 mesi) e le dimissioni della presidente PD della Regione dell’Umbria Catiuscia Marini sono una situazione senza precedente, nella ex regione rossa che ora dovrà andare a nuove elezioni e finirà nelle mani del centrodestra. Non a caso Salvini, da buon sciacallo, si è precipitato subito in Umbria per mettere la sua OPA sulle prossime elezioni. Questo terremoto ha scoperchiato il vaso di Pandora di un sistema di potere decennale in particolare nella sanità umbra, che impegna l’80% delle risorse del bilancio regionale, ma che è esteso anche negli altri apparati pubblici. Tutti lo percepivano, molti ne erano complici, molti lo hanno subito, quasi nessuno lo denunciava e di fatto si era talmente perfezionato, nel corso degli anni, da sentirsi intoccabile, sicuro, garantito. D’altro canto nelle intercettazioni telefoniche, che hanno permesso di avere le prove, uno degli arrestati, il direttore generale dell’Azienda ospedaliera Emilio Duca, parlava di dover sottostare alle molteplici richieste “dei politici, dei preti, della massoneria, di Calabria unita” (in Umbria nella sanità ed all’università lavorano ed hanno ruoli di rilievo molti calabresi). Questo sistema clientelare ha garantito a qualche partito, PCI-PDS-PD in primis, nel corso degli anni un serbatoio elettorale molto consistente tale da fare le fortune di singoli, gruppi e lobbies. Non a caso Bocci, da buon ex democristiano profondo conoscitore e praticante di metodi clientelari, recordman di preferenze alle elezioni regionali, è stato per 3 volte parlamentare, sottosegretario, ed il 16-12-2018 eletto anche segretario regionale del PD scardinando tutta la vecchia classe dirigente ex PCI.Il potere derivato dal controllo della Sanità umbra è così consistente che fu motivo di scontro, tra le fazioni del PD quella di Bocci e quella della Marini, già nel febbraio 2016 quando anche allora l’assessore Barberini (tra gli arrestati di oggi) si dimise e per alcuni mesi il consiglio regionale non fu convocato finchè non si stipulò un accordo tra i boss con la definizione di nuovi equilibri politici all’interno dello stesso partito.Al di là delle vicende giudiziarie, per noi che siamo garantisti, è però chiarissimo il giudizio morale e politico, che traspare dalle 500 pagine di accusa della Procura e dalle 80 del gip e che sono circolate sulla stampa e non solo.Senza nulla togliere al buon funzionamento complessivo della sanità umbra, e al serio lavoro di tanti operatori del settore, certi metodi e certe scelte per i trucchi dei concorsi hanno sicuramente penalizzato non solo le aspettative, i meriti e le professsionalità di tanti partecipanti ai concorsi, ma hanno sicuramente abbassato anche la qualità complessiva del servizio sanitario prestato, su una diritto quale quello della salute particolarmente delicato da mettere a rischio la vita delle persone.Tutto ciò è stato possibile perchè in Umbria è mancata sempre una vera opposizione politica e che non avesse un intreccio di affari e di interessi con chi governava. Tutti in qualche modo ed in settori diversi, Università o enti locali ecc… erano compromessi, compresa la sinistra radicale, Rifondazione Comunista che per 25 anni è stata nelle maggioranze di governo della regione, che non poteva infastidire i propri alleati.Non a caso queste complicità si sono viste nel 2010 quando a ridosso delle elezioni regionali fu fatta all’unanimità una legge elettorale regionale ad excludendum, chiamata Umbricellum, che costringeva a raccogliere ben 3.200 firme, cifra insormontabile per l’allora Sinistra Critica e Partito Radicale che non poterono nemmeno partecipare alle elezioni. Legge poi modificata nel 2015, per la battaglia politica fatta dalle due forze politiche, con un fortissimo ridimesionamento (da 500 a 1.000) delle firme da raccogliere per la presentazione di una lista alle regionali.Il PD pagherà un prezzo pesante, per la sua gestione politica, già il 26 maggio quando in Umbria andranno al voto ben 63 comuni sui 92 della regione, ma la cosa peggiore che il prezzo di tutto questo lo pagherà anche chi come noi ha sempre combattuto questo sistema clientelare di potere e tutti quelli di sinistra che mai hanno cercato favori e raccomandazioni.E le prossime regionali sono state consegnate su un piatto d’argento al centrodestra e nemmeno i miracoli di San Francesco d’Assisi, Santa Rita da Cascia e San Benedetto da Norcia potranno evitare questo brutto e pericoloso futuro.

Sinistra Anticapitalista Umbria     

Annunci