Solo la mobilitazione del popolo sovrano può deciderne le sorti, col referendum e con elezioni generali

Comunicato di Marea Socialista, Caracas 23 gennaio 2019

La popolazione, mobilitata in piazza con l’insieme dei settori sociali e uscendo a protestare nei quartieri popolari, sta dimostrando di non tollerare oltre il governo di Maduro. La gente non è più disposta a tollerare la politica di fame e di smantellamento dei diritti del lavoro, nonché la soppressione di fatto del diritto alla sanità di fronte alla mancanza di medicinali e risorse, il degrado dei servizi pubblici, l’estrema corruzione e la repressione quotidiana.

Questo spiega perché gran parte della popolazione abbia risposto all’appello a mobilitarsi con i cortei indetti dall’autoproclamato [presidente ad interim del Vanezuela] Guaidó [dal 5 gennaio presidente dell’Assemblea Nazionale (AN, il parlamento)], non perché sia disposta a sollevarsi con il primo che si metta a “vendere di tutto” [“el coroto”, l’imbonitore], ma perché da tempo larghissimi settori del nostro popolo sono stufi e non hanno più voglia di sopportare questa situazione. Lo stesso vale per chi lavora nel settore pubblico, che però non apre bocca o partecipa forzosamente alle mobilitazioni governative per evitare di subire rappresaglie sul posto di lavoro, o per ricevere pacchi CLAP [ dei Comitati Locali di Approvvigionamento e Produzione], o per non mettere a rischio l’abitazione assegnata dalla Misión Vivienda [piano alloggi]. I commenti, anche all’interno del chavismo, esprimono stanchezza e grande fastidio, e a poco a poco il timore si va perdendo.

I lavoratori e gli strati popolari non sono riusciti a sviluppare una propria alternativa autonoma per esprimere i loro interessi concreti e le loro preoccupazioni, rimanendo così intrappolati tra la burocrazia e il capitale. Il risultato di questo è che si riproduce una polarizzazione tra i politici di un governo corrotto che controlla il potere e i parlamentari dei partiti dei grandi imprenditori che sfruttano i lavoratori.

I padroni che finanziano e promuovono i partiti d’opposizione della destra tradizionale ne traggono infatti vantaggi versando i miserabili salari imposti dal governo di Nicolás Maduro-PSUV-Militari. Né hanno altra prospettiva economica se non quella di continuare a scaricare la crisi sulla popolazione. mentre mettono al sicuro i loro profitti e i loro traffici.

Tramite l’AN [Assemblea Nazionale, contrapposta all’Assemblea popolare Costituente- ANC –controllata dal PSUV], costoro pretendono ergersi a nuovo governo, sfruttando a proprio favore le energie popolari, non avendo noi organizzazioni nostre e forti per guidare la lotta contro il nefasto governo di Nicolás Maduro. Ma non sono l’AN e gli Stati Uniti quelli che possono imporre governi al popolo venezuelano. E neanche Maduro. Tutti sono degli usurpatori e si contendono il controllo dello Stato per sottomettere e sfruttare il popolo.

I nostri sindacati ed organismi popolari sono in larga misura distrutti, corrotti o subordinati all’apparato statale, mentre un’altra parte ha ceduto la propria indipendenza politica in favore della classe ricca che ci sfrutta. Ma questo continua a non permettere di liberarsi dalla gabbia autoritaria di Maduro cadendo ora in quella golpista di Guaidó (del partito Voluntad Popular – VP, [che fa parte dell’internazionale socialista]), spalleggiato dagli Stati Uniti, che giocano in favore dei propri interessi in contrasto con quelli della nazione venezuelana.

Stiamo ora correndo il rischio che lo scontro tra due governi paralleli, entrambi illegittimi, e uno di questi sostenuto dagli Stati Uniti, possa sfociare in una guerra civile o in forme di intervento imperialista più dirette da parte del governo Trump. Abbiamo anche il dovere di avvertire che il governo della burocrazia approfitta di ogni tentativo della destra per scatenare un’ondata di repressione per sottomettere ulteriormente il popolo e far tacere qualsiasi protesta.

Di fronte a tutto ciò, Marea Socialista fa appello a continuare a mobilitarci e a protestare contro il governo oppressore, ma come popolo e come lavoratori dobbiamo muoverci secondo la nostra propria agenda e non accodati ai parlamentari della destra o alla burocrazia del PSUV, né tanto meno possiamo accettare imposizioni dall’esterno.

Marea Socialista fa appello all’unità di tutti/e coloro che si rendono conto dell’esigenza di costruire la nostra propria organizzazione di lotta per proporre un nuovo punto di riferimento politico della nostra classe e dei diversi strati popolari sofferenti che possa far valere i nostri specifici interessi e diritti.

Il popolo non ama Maduro e nessuno ha eletto Guaidó

  • Referendum che consulti il popolo per rilegittimare tutti i poteri (art.71 della Costituzione della Repubblica bolivariana del Venezuela)
  • Rinnovo della CNE (commissione nazionale elettorale) perché recuperi la propria indipendenza e convochi elezioni generali
  • Per un piano di emergenza in favore dei lavoratori e del popolo per affrontare la crisi, recuperare il salario e avere accesso ai beni alimentari
  • No alla rinuncia alla sovranità
  • No all’interventismo e all’ingerenza degli Stati Uniti e del Gruppo di Lima
  • Continuiamo a batterci per le nostre condizioni di vita: salari, diritti del lavoro, servizi pubblici, diritti democratici
  • golpené trattative alle spalle del popolo
  • Autonomia politica dei lavoratori e degli strati popolari
  • Non seguiamo più i politici della burocrazia governante né quelli dei capitalisti
  • Né burocrazia né capitale!
  • Se ne vadano tutti!
  • Il popolo in mobilitazione eserciti la sua sovranità
  • No alla repressione, liberazione dei prigionieri per essersi battuti, rispetto dei diritti umani
  • Per un governo dei lavoratori e del popolo, non della borghesia tradizionale né di quella “roja-rojita” [rosata, cioè la “boliborghesia”]

Traduzione di Titti Pierini

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