Sul ritiro dalla Siria dell’esercito americano l’ex capo delle forze Nato, generale Wesley Clark, intervistato dalla Cnn:

Dobbiamo davvero chiederci, perché ha preso questa decisione? La gente in tutto il mondo e i nostri alleati in Medio Oriente se lo stanno chiedendo, forse Erdogan ha ricattato il Presidente? Si è trattato della ricompensa per qualcosa? Di cosa stiamo parlando? Perché una persona dovrebbe prendere una decisione simile, strategicamente irrazionale, contraria ad ogni raccomandazione al riguardo e, oltretutto, potenzialmente mal interpretabile da altri soggetti? A causa di questa decisione entriamo in tempi pericolosi per gli Stati Uniti e la nostra politica estera“.

Altra coincidenza. La decisione arriva pochi giorni dopo la telefonata fra Donald Trump e Recep Erdogan del 14 dicembre scorso, giorno che ha anticipato la curiosa e affrettata decisione del Dipartimento di Stato Usa di approvare la vendita di missili Patriots per 3,5 miliardi alla Turchia. Questo, a soli due mesi dall’ufficializzazione dell’acquisto di batterie missilistiche S-400 dalla Russia: “Una cosa non ha effetto sull’altra”, hanno fatto sapere da Ankara. La posizione turca però, appare quantomeno strana.

Poi il twit postato dalla Casa Bianca alla vigilia di Natale rassicura tutti sul fatto che a quanto rimane ancora in vita dell’Isis in Siria, ci penserà appunto il governo di Ankara.

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