Ti ho visto lì per terra, nel sole del cantiere, le braccia e gambe rotte dal dolore, ti hanno coperto subito, eri per “loro” ormai da buttar via“. Questa canzone di lotta dei primi anni ’70 (o forse alla fine dei ’60? Chi lo ricorda più?), il cui titolo era “Uguaglianza”, mi è venuta in mente leggendo, su un giornale brasiliano il cui link mi è stato spedito da un compagno bresciano che da molti anni vive laggiù, un articolo sul rapporto annuale dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro. Si parla della guerra scatenata ogni giorno dal capitale contro i lavoratori. Una guerra che non conosce confini né differenze di regime, a quanto pare. Oltre 2 milioni di omicidi bianchi ogni anno, quasi 7 mila al giorno, oltre 250 ogni ora. Ciò vuol dire che, mentre io sto scrivendo questo articoletto, varie decine di proletari finiranno i loro giorni spiaccicati in qualche cantiere, ustionati in qualche acciaieria, avvelenati in qualche fabbrica chimica. E magari i loro corpi verranno pure nascosti, “gettati via”, come nella canzone, per evitare di incorrere nei “rigori” della legge, visto che, come è accaduto al giovane operaio moldavo di 28 anni, il padrone non l’aveva nemmeno assicurato. Secondo l’OIL il numero è probabilmente sottostimato, poiché in molti paesi i controlli sono praticamente inesistenti. Una vera e propria guerra, paragonabile per numero di caduti alla Prima Guerra Mondiale. Solo che qui si muore da una parte sola!

Flavio Guidi

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