Non è andata bene. Per nulla. Il dato più preoccupante delle elezioni di ieri in Andalusia (la regione più popolosa dello Stato Spagnolo) è l’irruzione, per la prima volta da 40 anni a questa parte, di un partito apertamente d’estrema destra sulla scena politica. Oggi andalusa ma, temo, domani spagnola. Vox, un partito fascista che fino a un paio d’anni fa non si sentiva nemmeno nominare (aveva preso lo 0,3% alle ultime elezioni nazionali, e lo 0,4 in Andalusia, cioè 18 mila voti) entra prepotentemente nel parlamento di Siviglia, ottenendo quasi 400 mila voti (e 12 seggi). E Ciudadanos, un partito teoricamente liberale (è affiliato al gruppo liberaldemocratico al Parlamento europeo), ma che in realtà ha virato radicalmente a destra nell’ultimo anno, quasi raddoppia i suoi voti (passando da 370 mila a 660 mila). Unica consolazione è l’ulteriore calo del PP, lo storico partito della destra spagnola (che univa un po’ tutti i conservatori e i reazionari fino a pochi anni fa), che scende dal milione e 66 mila voti di 3 anni fa (che era già uno dei peggiori risultati della sua storia) ai 750 mila di oggi. A poco è valsa l’ulteriore sterzata a destra imposta dal nuovo leader, Pablo Casado: la concorrenza dell’estrema destra è stata troppo forte per permettergli un recupero. Oggi la destra, per la prima volta, è maggioritaria in Andalusia (1,8 milioni di voti) e ciò grazie ai fascisti! A sinistra non piange solo il PSOE (che pur si conferma primo partito andaluso), guidato dalla leader della destra del partito, Susana Diaz (che passa da 1,4 milioni di voti a poco più di un milione, perdendo 14 seggi), ma pure la coalizione di Adelante Andalucia (composta da Podemos, Izquierda Unida e altre formazioni minori) che a malapena ottiene i voti che aveva da solo Podemos 3 anni fa (quando Podemos e IU si presentarono divisi): 585 mila voti (17 seggi), contro i 594 mila di Podemos e i 275 mila di IU (per un totale di 20 seggi). E servono a poco i miglioramenti degli altri partitini di sinistra (a partire dagli eco-animalisti), che passano dai 40 mila voti di 3 anni fa ai 103 mila di oggi. In totale la sinistra perde oltre 600 mila voti (da 2,3 milioni a 1,7) e diventa minoritaria in una regione storicamente “rossa”. La cosa è ancor più deludente se pensiamo che la candidata di Adelante Andalucia è una nostra compagna, Teresa Rodriguez, esponente di spicco della corrente di sinistra in Podemos (gli “Anticapitalistas”). Ora tocca ai compagni andalusi (e di tutto lo Stato Spagnolo) iniziare una seria riflessione, anche autocritica, su ciò che è accaduto. Quello che appare chiaro è che il vento maleodorante di destra che soffia sul mondo da vari anni, e che sembrava aver risparmiato la penisola iberica, ha trovato nuove terre in cui diffondere il suo pestifero olezzo.

Vittorio Sergi

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