Di seguito riproduciamo il comunicato dei nostri compagni dello Stato Spagnolo, che sono organizzati come corrente di sinistra interna a Podemos. Come i lettori già sapranno, nei giorni scorsi si è concluso un accordo tra Pablo Iglesias, a nome di Podemos, e Pedro Sánchez, segretario del PSOE e capo del governo di minoranza in Spagna. Il PSOE non ha la maggioranza, e per governare ha bisogno dei voti dell’alleanza di sinistra, Unidos Podemos, che pur non partecipando al governo, gli permettono di sopravvivere votando, come in questo caso, il documento di economia e finanza che in Spagna di chiama PGE. I mass media hanno parlato di questi “Presupuestos” come di una svolta nella politica, spagnola e non solo. Per la prima volta da molti anni in Spagna (come nel vicino Portogallo) si ha una prima, timida, inversione di tendenza: si aumenta il salario minimo, si aumentano leggermente le tasse ai ricchi, ecc. Insomma, si ritorna ad una (moderata) politica redistributiva di stampo più o meno socialdemocratico. Niente di che, verrebbe da dire. Ma dopo almeno un quarto di secolo e più di politiche esattamente opposte, gestite sia dai governi di destra sia da quelli cosiddetti di centro-sinistra, sembra quasi “rivoluzionario” agli occhi dei più quanto sta accadendo. Il problema per Podemos, come per il Bloco de Esquerda portoghese (al cui interno sono anche i nostri compagni) è di difficile soluzione. Appoggiare,seppur criticamente, con loro voto dei governi estremamente moderati sul piano sociale, ma che segnano un minimo di inversione di tendenza (rischiando quell’abbraccio dell’orso di cui parlano i compagni spagnoli) o lasciar cuocere i riformisti nel loro brodo, rischiando di favorire le opposizioni di destra? Portoghesi e spagnoli hanno scelto la prima strada. Che, sia detto per inciso, non li ha favoriti dal punto di vista elettorale. Infatti il PSP e il PSOE sono oggi in crescita (un po’ come il Labour di Corbyn), mentre le forze alla sinistra della socialdemocrazia mantengono a fatica il loro spazio. Ecco il testo del comunicato.

Valutazione di ANTICAPITALISTAS dell’accordo del PGE 2019*

Piccole concessioni, la ruota comincia a girare a favore di “quelli che stanno in basso”

L’accordo tra Podemos e il Governo di Sánchez per il preventivo di spesa vede un diluvio di commenti e analisi, di aspettative, illusioni e qualche delusione, non solo tra le migliaia di attivisti nel paese, ma anche tra i milioni di persone che hanno partecipato (o no) alle diverse rivendicazioni per un’altra uscita dalla crisi durante l’ ultimo decennio, un lungo periodo di tempo, dopo anni di debacle sociale e ambientale nel nostro paese e nel mezzo di una operazione costruita dai poteri economici, politici e mediatici per normalizzare la precarietà, affinché una nuova generazione apprenda a vivere senza diritti in maniera normalizzata. La disuguaglianza è diventata il principale problema della nostra società che, insieme al cambiamento climatico, lo sono per tutta l’umanità.

1 La ruota comincia a girare in un altro senso. Proseguire in questa direzione.

Il governo di Sánchez ha realizzato una serie de concessioni, anche se riconosciamo che le stesse in molti ambiti sono piccole e non modificano sostanzialmente il quadro delle relazioni economiche, politiche e sociali. È chiaro che queste concessioni hanno a che vedere con la sua debolezza e con le mobilitazioni di questi anni, le quali hanno creato nell’immaginario una idea di paese diversa.

Perciò bisogna rafforzare questo primo assalto, rinunciando all’auto-soddisfacimento e a esagerazioni sulle concessioni del PSOE o sulla profondità delle misure adottate, però sapendo che con più forza si possono conseguire e strappare ancora maggiori vittorie. C’è una breccia aperta.

Mandiamo un messaggio chiaro: È necessario tornare a mobilitarsi per proseguire il cammino delle (ri)conquiste sociali, marcare l’agenda del PSOE senza che quest’ultimo si rafforzi ed evitare che realizzi con noi “l’abbraccio dell’orso” entrando nel suo governo (come è il caso in Castilla La Mancha, dove siamo ostaggi di un PSOE che non vuole realizzare nessun tipo di avanzamento).

Conclusione: abbiamo bisogno di mobilitazione sociale e indipendenza politica per rafforzare un blocco politico e sociale del cambiamento che costruisca una alternativa ambiziosa, che realizzi tutto il programma del cambiamento costruito nelle richieste della società dal 2008.

2 Conquiste importanti che ci rafforzano

2.1 Aumento del Salario Minimo Inter professionale

L’aumento del Salario Minimo Inter professionale a 900 euro e le proroghe dei contratti, segnano il cammino di una contrattazione collettiva bloccata e della necessaria lotta per i salari in un paese dove lavorare non è più sinonimo di fuoruscita dalla povertà e di anni, incluso prima della crisi, dove la massa salariale decrebbe in percentuale rispetto al PIL, per il quale i salari perdono protagonismo nella ricchezza del paese e le classi lavoratrici perdono reddito e ricchezza.

Oggi il segretario di politica economica e dell’occupazione del PP diceva che i salari devono andare al ritmo della crescita economica e che devono essere legati alle capacità produttive del paese. Pur sapendo che una economia, come la nostra, dove i salari sono motore della economia e non solo riflesso della stessa, il PP si dimentica che indipendentemente dalla crescita del PIL o della produttività i salari non hanno smesso di retrocedere in termini reali.

L’aumento del SMI toccherà direttamente il 12% dei lavoratori e è un fatto simbolico e politico per enfatizzare la necessità del recupero salariale a spese dei guadagni di una minoranza e situa meglio la rivendicazione di aumenti salariali nella contrattazione collettiva.

2.2 Miglioramenti sociali, per quanto limitati

Essendo poco ambizioso il cambiamento programmato del quadro lavorativo, cominciare a parlare dei falsi lavoratori autonomi e riconoscere rapporti di lavoro a quegli autonomi dipendenti da un solo “cliente” (capo in pratica) ci sembra un segnale importante per cambiare una delle nuove forme di precarizzazione delle vite del lavoro.

Contemporaneamente, costituisce un piccolo recupero di una certa protezione sociale il fatto de tornare ad avere sussidi di disoccupazione per gli ultra 52enni.

Seppure le richieste del movimento dei pensionati andavano oltre l’aumento delle pensioni e stabilivano la pensione minima a 1040 euro, il fatto di riconoscerne l’ indicizzazione all’aumento dell’IPC** presuppone una conquista reale e soprattutto simbolica che porrà il PSOE in una dinamica di scontro con una UE che continua ad asfissiare l’economia dello Stato Spagnolo per onorare gli obblighi di pagamento con la banca del centro e del nord Europa. Ciò permette di rompere il discorso ufficiale, e fallace, della insostenibilità del sistema pubblico di pensioni.

Sono aspetti significativi anche i miglioramenti del sistema per le colf e la tassazione delle ore straordinarie, come forma de finanziare la Previdenza Sociale e di fare pressione per la riduzione di queste ore.

2.3 Misure di protezione e cura.

Recuperare l’idea di una società di cura ci permette di parlare, da una posizione di conquista, del movimento de Sanità, Educazione, Dipendenza.

Perciò, alcuni elementi positivi dell’accordo sono: il recupero della Sanità Universale, che nessuna persona possa restare senza attenzione sanitaria in questo paese, salutiamo il ritiro di parte del copago farmacéutico (ticket) come forma per difendere il diritto alla sanità e contro il discorso demagogico che accompagnò l’introduzione del ticket; salutiamo la riduzione di nuovo a 18 ore di cattedra e che l’importo delle tasse universitarie torni al livello precedente agli aumenti; ugualmente ci sembra positivo l’incremento del 40% per la dipendenza, anche se ancora insufficiente, e il recupero dei versamenti dei familiari che si prendono cura delle persone non autosufficienti.

Menzione specifica merita l’aumento dei permessi per madri e padri, sebbene si opta per una gradualità e subordina la sua immissione nel settore privato al “dialogo sociale” il che implica una trattativa da contrattare con i padroni.

Si parla delle privatizzazioni in materia de sanità, però non si affronta nulla in maniera concreta, e non si menziona la privatizzazione che soffre l’educazione primaria e secondaria, né la dipendenza.

Come Anticapitalistas non ci sembra poco importante il fatto di tentare di ostacolare la proliferazione di sale di scommesse nei quartieri popolari, però abbiamo bisogno di misure più concrete.

3 Grandi ambiguità e assenze significative dell’accordo. Non rinunciamo al nostro programma

La parte principale dell’accordo è piena di dichiarazioni di intenti non concretate né nella forma né nella data. Tutto indicherà che dovremo convertire il 2019 in un anno di pressione sociale e di riarmo politico affinché tutti questi ambigui accordi si concretizzino in misure concrete e non si finisca in un mercanteggiamento permanente, una volta votato l’accordo, e con un PSOE che sa muoversi molto bene in queste circostanze.

Bisognerà mettere al centro della mobilitazione e del discorso politico tutta la batteria di misure non concretizzate e assenti dall’accordo affinché la ruota non smetta di girare a favore della maggioranza sociale lavoratrice di questo paese.

3.1 Casa

Forse era in questo capitolo dove ci aspettavamo maggiori progressi a causa della situazione urgente in materia, creata in questo paese e alimentata in questo momento da una nuova bolla, quella degli affitti. Ricordiamo che il PSOE è stato connivente, e persino parte attiva, degli ultimi due processi di espansione immobiliare speculativa vissuti in questo paese. Ed è per questo, e perché i poteri economici e finanziari stanno scommettendo sulle nuove forme di speculazione una gran quantità di capitali, che sappiamo che il PSOE sarà molto reticente nello sgonfiare questa bolla per favorire il diritto alla casa. Nonostante ciò, salutiamo l’obbligatorietà del periodo minimo d’affitto, così come de le proroghe, e la cessione della capacità delle amministrazioni comunali di dichiarare zone ad alta tensione dei prezzi abitativi e a poter regolare l’aumento degli affitti. Questo sì: tutto il catalogo di misure sperate dal movimento per evitare gli sfratti e sgonfiare la bolla speculativa sono assenti o restano sul piano delle dichiarazioni di intenti, che deve servire, in questo momento, per galvanizzare il movimento affinché diventino effettive.

3.2 La violenza di genere

La proposta di legge sulla violenza di genere non è ancora sviluppata compiutamente e perciò è ovvio che non ci sia un correlato nel documento, cosicché i proclami sono mere promesse per il futuro. È necessario incorporare la violenza nell’ambito della coppia nel patto di Stato, che il presente accordo tanto meno incorpora. Consideriamo un progresso che lo status di vittima di violenza, con l’accesso all’assistenza che ciò implica, si ottenga senza necessità di denuncia, così come l’assistenza dei minori, il che è abbastanza positivo ed è stato incluso nei capitoli di spesa. In ogni caso, la dotazione prevista per le amministrazioni comunali è di 40 milioni di euro, il doppio che nel 2018, però tuttora insufficiente.

3.3 Riforma del mercato del lavoro

Inoltre si lascia per un momento successivo una riforma del mercato del lavoro che la faccia finita con la precarietà creata da tutte le riforme antecedenti e che contribuisca a consolidare diritti dei lavoratori precarizzati dalle nuove forme di organizzazione del lavoro, come gli “autonomi” o i “sub contrattati”. Senza un nuovo quadro di relazioni di lavoro e di nuovi diritti, gli effetti raggiunti con l’aumento dello SMI resteranno privi di contenuto. Questo è veramente il pericolo temuto dalla destra, dai poteri economici e dalla UE ed è il principale obiettivo di conquista che deve darsi il movimento in materia di occupazione. E questa deve essere una bandiera del movimento che come forze politiche non possiamo abbandonare.

3.4 Amministrazioni comunali

In materia di Enti Locali il progresso è stato deludente. Sebbene i municipi abbiano poche competenze sono l’istituzione a cui, per vicinanza, si rivolgono i cittadini quando hanno problemi. L’accordo firmato permette qualche piccolo progresso ai municipi che stanno in condizioni migliori, ma continua a relegare quelli che più hanno sofferto, obbligandoli a seguire il tracciato dell’austerità. Come se questo fosse poco per i municipi deficitari l’accordo vende come vittoria un quasi nullo stanziamento di 30 milioni per dare impulso all’educazione infantile da 0 a 3 anni, o 40 milioni per la violenza di genere.

3.5 La fiscalità, il cuore della questione

In materia fiscale risulta urgente riequilibrare gli sforzi fiscali che si realizzano, centrati fondamentalmente sui redditi da lavoro, il che spiega la scarsa potenza di raccolta del sistema. Le misure approvate cercano di aprire la via ad un maggior apporto del reddito da capitale e dalle grandi fortune, però è necessario lanciare un messaggio sull’abbassamento generale dell’IVA. Sarebbe stato positivo un progresso nelle misure per tentare di favorire il sistema pubblico (di ripartizione) delle pensioni di fronte ai fondi privati (di capitalizzazione), disincentivando questi ultimi. Ugualmente, non ci sono proposte concrete per vedere come si equilibra la Previdenza Sociale né che succederà con i finanziamenti alla stessa che è stata affondata dai bassi contributi.

La ruota comincia a girare anche in materia fiscale, affinché le grandi imprese smettano di sfuggire allo sforzo fiscale, fissando un minimo effettivo di tassazione del 15% che devono realizzare, o affinché le figure giuridiche confezionate da Zapatero e Rajoy per la speculazione immobiliare (SOCIMI) versino pure loro. Sebbene si mantengono figure giuridiche che dovrebbero sparire. Anche se per le grandi fortune l’imposta patrimoniale si eleva solo a partire dai 10 milioni, ci sembra un gesto simbolico apprezzabile. Possiamo affermare che in materia fiscale ci sono progressi positivi per una società più giusta nella redistribuzione del reddito, ma non si è ancora abbordato la riforma fiscale necessaria nel suo insieme.

3.6 Energia e clima

Nonostante il cambiamento climatico e la questione energetica appaiano come i problemi più immediati in quanto a crisi ecologica, l’accordo non affronta altre questione relazionate, come le richieste di recupero e messa in valore di altri beni comuni, della protezione della natura, degli impieghi legati a questo settore.

La messa a fuoco generale del discorso per quanto riguarda l’energia è corretto, però esistono tre importanti lacune.

1) Non è chiaro il modello di transizione energetica e si confida troppo in misure “tecniche” sull’energia e l’elettricità senza porsi in relazione col modello produttivo. L’attuale impedisce la stessa transizione energetica.

2) Non propone misure di nazionalizzazione dell’oligopolio la cui proprietà e gestione rispetta, proponendo misure (positive, ovvio) sul piano della regolamentazione, il che non altera il fondo strategico della questione: sovranità energetica, controllo sociale democratico della stessa e fine della dipendenza dall’estero.

3) Si parla di efficienza, pero non si sviluppano misure concrete per il risparmio, che è la chiave. Si propone un cambio di fonti di generazione, cosa imprescindibile, però non si adottano misure per far decrescere l’intensità energetica e ridurre il profitto privato.

In un altro ordine di cose: si combinano proposte molto concrete per finirla con “i profitti caduti dal cielo” e buoni criteri sulla generazione distribuita con future leggi e tavoli di negoziazione la cui natura potrà essere valutata quando si realizzeranno.

Valutiamo positivamente ciò che si propone rispetto all’appoggio nella creazione di commercializzatrici municipali e anche ciò che si riferisce al “bonus sociale” e ai temi relativi alla fattura. L’accordo include la misura più urgente e necessaria: che tutte le commercializzatrici possano offrire il bonus, il suo automatismo e che sia a spese delle compagnie energetiche.

Allo stesso tempo, consideriamo che ciò che si enuncia sulla tariffazione progressiva e la potenza installata suppongono un buon orientamento. Mancano l’ottimizzazione obbligatoria del contratto, la consulenza garantita ai consumatori, lo stabilimento di zone climatiche per determinare la quantità di energia e potenza e le necessità energetiche speciali. Salutiamo la dotazione di 50 milioni di euro per i comuni, anche se non si specifica la concreta destinazione.

In conclusione.

La valutazione generale che facciamo di questo accordo come Anticapitalistas è che presuppone progressi rispetto al quadro anteriore e può comportare il recupero di diritti persi. Per questo merita di essere appoggiato, però segnaliamo che in aspetti importanti resta al di sotto di ciò che era desiderabile. Da ciò un paradosso: ci sono progressi che i settori più vulnerabili abbisognano, però le soluzioni che presuppongono un progresso sociale reale sono ancora aleatorie. Il governo si vedrà legittimato da queste misure. Però le forze del cambiamento devono presentare un modello alternativo superatore. Il rischio risiede nell’idealizzare queste misure di contenimento e recupero di alcuni diritti, senza che si enfatizzi il fatto che si possono fare le cose in altro modo e che è possibile andare più lontano.

Per ora menzioniamo che i passi avanti non sono tanto ambiziosi come si voleva, però si deve avvertire che la stessa ambizione iniziale con cui si affrontò il negoziato non era poi così grande.

Se non c’è un ideale e proposte che vadano più lontano, e un’organizzazione della mobilitazione sociale, lo scenario politico può tradursi in una nuova subalternità delle forze del cambiamento al PSOE, riducendo il nostro orizzonte a quello di aspiranti ad un posticino nel governo, e ciò che dovrebbe essere solo l’inizio, diventare la fine di un ciclo di progressi.

In mano nostra sta convertire le piccole concessioni in un reale giro della ruota a favore della gente che sta in basso.

 

* Il Presupuesto General del Estado (PGE) è il documento di previsione finanziaria per il 2019 dello Stato Spagnolo

** È l’aumento del costo della vita, simile al “paniere” della nostra vecchia “scala mobile”.

traduzione dal castigliano di Flavio Guidi

Annunci