• Venerdì scorso, dalle 17 in poi, circa 150 militanti antirazzisti, con lo slogan “Restiamo umani” (omaggio al militante per la causa palestinese Vittorio Arrigoni, assassinato a Gaza da un commando di islamofascisti oltre 7 anni fa) si sono ritrovati in Piazza Vittoria, per protestare contro le politiche razziste del governo giallo-verde. Tra i presenti anche alcuni esponenti del centro-sinistra bresciano, probabilmente folgorati sulla via di Damasco e desiderosi di dimostrare il loro pentimento per il decreto Minniti e le politiche razziste dei governi targati PD. In serata, davanti alla sede dei neofascisti di Forza Nuova in via Milano (sede di bagordi alcolici più che d’iniziativa “politica”, secondo i vicini), c’è stato uno scontro tra una dozzina di compagni e altrettanti mononeuronali del partitucolo neofascista. Pare che i “camerati” abbiano avuto la peggio….e così, sabato pomeriggio, è intervenuta solerte la polizia, che ha perquisito le abitazioni di 4 compagni, convocandoli in Questura, dove è stata notificata loro una denuncia per “violenza privata”. In poche parole, come volevasi dimostrare, i neofascisti restano impuniti, mentre gli antifascisti che reagiscono alle provocazioni e alle aggressioni, vengono denunciati dalla magistratura della “Repubblica nata dalla Resistenza”. Ai compagni denunciati va la solidarietà del circolo “Guido Puletti” di Sinistra Anticapitalista.
  • Purtroppo le peggiori previsioni sullo svolgimento del congresso della CGIL nella nostra provincia si stanno avverando (vedi articoli di giugno e luglio). In barba a tutte le prese di posizione della Commissione nazionale di Garanzia della CGIL, che avevano per ben due volte dato ragione ai compagni dell’Opposizione di sinistra (“Il Sindacato è un’altra cosa”) nelle loro rimostranze contro il comportamento antidemocratico e i veri e propri soprusi compiuti da vari burocrati della “maggioranza camussiana”, quest’ultima continua pervicacemente ad ignorare gli stessi deliberati dell’organismo nazionale di tutela degli iscritti. Non si contano più le prevaricazioni, le meschinerie, i trucchetti ai danni dei diritti di cui è depositario OGNI ISCRITTO alla CGIL, al di là del suo schieramento nella battaglia interna con la destra maggioritaria o con la sinistra d’opposizione. Assemblee fatte saltare, slittamenti di date senza preavviso, ostacoli di ogni sorta alla presenza nelle assemblee di delegati o iscritti che intendevano presentare il documento dell’opposizione. Un ribaltamento senza precedenti, di 180º, come sottolinea l’ex segretario della Camera del Lavoro Dino Greco (ora esponente di spicco dell’opposizione di sinistra nella CGIL), rispetto alle tradizioni, ormai dimenticate e rimosse, di quella che era considerata, fino almeno ad un decennio fa, una delle CdL più “movimentiste” e combattive di tutta Italia. Forse i Bertoli, le Spera, ecc., temono che, in un confronto, non osiamo dire paritario, ma almeno democratico, le cose finiscano come alla SAME di Treviglio, con 2.349 voti al documento dell’opposizione e solo 4 ai “camussiani”?
  • Ieri sera, martedì 11 settembre (45º anniversario, ricordiamolo, del golpe militar-fascista del boia Pinochet contro il presidente Salvador Allende), si è tenuta l’Assemblea Provinciale di Potere al Popolo, nella Casa della Sinistra di via Cassala, a Brescia. Presenti una quarantina di compagni, provenienti, oltre che dalla città, dalla Val Trompia, dalla Franciacorta, dal Garda, dalla Bassa e dalla Val Camonica. Si trattava della prima discussione sulle proposte di statuto (al momento due), finalmente arrivate (due giorni prima) ai compagni. Pur con posizioni diverse (chi rifiuta di votare, per ora; chi sceglie il documento 1, chi il 2, chi vuole emendare l’uno o l’altro, ecc.) la discussione si è svolta (come sempre negli ultimi mesi) con toni pacati e capacità di ascolto reciproco, senza stigmatizzazioni o anatemi per chi sosteneva posizioni diverse. Unanime la richiesta di concedere più tempo alla discussione (ritenuta cruciale da quasi tutti, visto che si tratta di decidere le regole della “casa comune” che è Pap), senza accelerazioni (viste anche le difficoltà che incontra l’iscrizione on line), rimandando anche di qualche settimana (qualcuno ha proposto addirittura gennaio) la convocazione dell’Assemblea nazionale costituente, prevista originariamente per il secondo week end di settembre, poi slittata di due settimane. La grande maggioranza dei compagni intervenuti ha ribadito la necessità di dar vita ad un processo inclusivo e pluralista, che tenga unita questa esperienza tuttora fragile, e che veda nella sovranità delle assemblee territoriali un punto irrinunciabile, sia in termini di scelte politiche che di elezioni degli organismi locali e nazionali. Si è deciso di aprire un confronto di proposte, emendative o meno, sulla mailing list, con lo scopo, se possibile, di trovare i punti comuni per evitare contrapposizioni che, si è detto in più interventi, porterebbero solo a divisioni e rotture, esiziali non solo per Pap, ma per l’intera sinistra “radicale” in Italia. Dalla settimana prossima saranno presenti nella sede di via Cassala due compagni esperti di informatica, uno il lunedì e l’altro il mercoledì (ore 18-20) per aiutare i compagni che hanno già formalmente aderito al movimento (e quelli che lo faranno in seguito) a formalizzare l’adesione anche on line.
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