verginellaIl 10 gennaio 1945 viene assassinato dalla polizia fascista repubblichina a Lumezzane il partigiano Giuseppe Verginella, comandante della 122ª Brigata Garibaldi (Valtrompia). Nato a Trieste nel 1908, si iscrive a 18 anni al Partito Comunista d’Italia. Arrestato dalla polizia fascista, dopo la sua liberazione emigra in Jugoslavia e successivamente nell’URSS. Partecipa alla guerra di Spagna nelle Brigate Internazionali (Battaglione Garibaldi), e viene ferito durante la famosa battaglia dell’Ebro. Internato in un campo di concentramento francese dopo la sconfitta delle forze antifranchiste, viene consegnato alle autorità italiane dopo la resa della Francia del giugno 1940, ma riesce a sfuggire ed entra nella Resistenza francese. Rientrato in Italia dopo la caduta di Mussolini del luglio 1943, viene incaricato dal PCd’I di organizzare la resistenza prima in Piemonte, e successivamente in Val Camonica, dove contribuisce a creare la 54ª Brigata Garibaldi. Passa in seguito in Val Trompia, e diventa comandante della 122ª, fino al suo arresto, avvenuto dietro delazione a Provaglio d’Iseo il 24 dicembre 1944. Torturato affinchè rivelasse informazioni, viene condotto il 10 gennaio a Lumezzane per strappargli informazioni sui depositi d’armi della 122ª. Qui viene assassinato per strada dagli agenti della Questura di Brescia, e il suo corpo abbandonato sul ciglio della strada.

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