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Continuiamo a ricordare l’assalto al cielo di un secolo fa (3)

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Contro l’alzheimer politico, 3ª puntata: Decreto sulla formazione del governo operaio e contadino

Il terzo decreto è quello sulla formazione del governo provvisorio operaio e contadino, un “governo” di tipo completamente nuovo, che voleva essere di transizione verso una nuova forma di organizzazione “semi-statale” (tipo Comune di Parigi del 1871), come teorizzato da Lenin nel suo libro “Stato e Rivoluzione”, uscito pochi mesi prima (che non a caso era stato tacciato di “anarchismo” dai “marxisti ortodossi” menscevichi ed in genere da tutto il gruppo dirigente della ex-Seconda Internazionale).

Decreto sulla formazione del governo operaio e contadino

Pubblicato su Raboci i Soldat, n. 10, 27 ottobre (9 novembre) 1917.

Il Congresso dei Soviet dei deputati operai, soldati e contadini di tutta la Russia decreta di:

costituire per la direzione del paese, fino alla convocazione della Assemblea costituente, un governo provvisorio operaio e contadino che si chiamerà Consiglio dei commissari del popolo. L’amministrazione delle singole branche della vita statale è affidata a commissioni, i cui membri debbono assicurare la realizzazione del programma proclamato dal congresso, in stretta unione con le organizzazioni di massa degli operai, delle operaie, dei marinai, dei soldati, dei contadini e degli impiegati. Il potere governativo appartiene a un Collegio dei presidenti di queste commissioni, cioè al Consiglio dei commissari del popolo.

Il controllo sulla attività dei commissari del popolo e il diritto di sostituirli spetta al Congresso dei Soviet dei deputati operai, contadini e soldati di tutta la Russia e al suo Comitato esecutivo centrale.

Attualmente il Consiglio dei commissari del popolo è formato dalle seguenti persone:

Presidente del Consiglio: Vladimir Ulianov (Lenin);

Commissario del popolo per gli affari interni: A.I. Rykov;

Agricoltura: V.P. Miliutin;

Lavoro: A.G. Scliapnikov;

Guerra e Marina: un comitato composto da V.A. Ovseienko (Antonov) N.V. Krylenko e P.E. Dybenko;

Commercio e industria: V.P. Noghin;

Istruzione pubblica: A.V. Lunaciarski;

Finanze: I.I. Skvortsov (Stepanov);

Affari esteri: L.D. Bronstein (Trotski);

Giustizia: G.I. Oppokov (Lomov);

Approvvigionamenti: I.A. Teodorovic;

Poste e telegrafi: N.P. Avilov (Glebov);

Presidente per gli affari delle nazionalità: I. Giugascvili (Stalin);

L’incarico di commissario del popolo per le ferrovie resta temporaneamente da attribuire.

Vediamo chi sono questi Commissari del Popolo.

V. I. Lenin, nato nel 1870, morto nel 1924, dirigente più importante della frazione bolscevica del POSDR (sezione russa della Seconda Internazionale). Principale leader della rivoluzione d’Ottobre e della trasformazione della vecchia frazione bolscevica in un nuovo partito, quello comunista, a partire dal 1918.

A. I. Rykov, nato nel 1881, morto (fucilato da Stalin) nel 1938. Uno dei massimi esponenti della frazione bolscevica del POSDR, Dal ’18 al ’24 alla guida dell’economia sovietica, sostituì Lenin dopo la sua morte come Presidente del Consiglio dei Commissari del Popolo. Schieratosi con Bukharin contro Stalin nel 1928-29.

V. P. Miliutin, nato nel 1884, morto nel 1937 (fucilato da Stalin). Menscevico fino al 1910, aderì poi alla frazione bolscevica.Era considerato il massimo esperto, tra i bolscevichi, della questione contadina. Schieratosi con Bukharin contro Stalin dopo il 1928-29.

A. G. Shliapnikov, nato nel 1885, morto nel 1937 (fucilato da Stalin). Uno dei pochi operai nella direzione bolscevica, sindacalista, fu l’animatore, con la Kollontai, dell’opposizione di estrema sinistra detta “Opposizione Operaia” nel 1920, contraria alla NEP. Mantenne quasi sempre una posizione di estrema sinistra. Fu espulso dal PCUS nel 1933.

V. A. Antonov-Ovseenko, nato nel 1883, morto nel 1938 (fucilato da Stalin). Menscevico fino al 1914, aderì alla frazione bolscevica in seguito alla guerra mondiale. Guidò l’assalto al Palazzo d’Inverno durante l’insurrezione di Ottobre. Schieratosi con l’Opposizione di Sinistra (trotskista), fu tra coloro che la abbandonarono negli anni ’30 (il che gli valse la nomina a console sovietico in vari paesi, tra i quali la Spagna repubblicana – a Barcellona, nel 1936-37). Richiamato da Stalin, venne comunque fucilato.

N. V. Krylenko, nato nel 1885, morto nel 1938 (fucilato da Stalin). Bolscevico della prima ora, ebbe un ruolo chiave nell’apparato militare del partito e nell’insurrezione d’Ottobre. Negli anni ’20 e primi anni ’30 si occupò soprattutto di giurisprudenza “socialista”, diventando Commissario del Popolo alla Giustizia nel 1931. Nonostante non si opponesse a Stalin, fu comunque fucilato nel luglio del ’38.

P.E. Dybenko, nato nel 1889, morto nel 1938 (fucilato da Stalin). Uno dei pochi leader bolscevichi d’origini ucraine, esponente di spicco della flotta del Baltico, Dybenko (marito di A. Kollontai) ebbe un ruolo piuttosto “chiacchierato” durante la guerra civile (fu persino espulso dal PCR-b nell’aprile del 18, salvo poi esservi riammesso). Schieratosi con i “comunisti di sinistra” a Brest-Litovsk, dopo la fine della guerra civile continuò ad occuparsi di “affari militari”, schierandosi con Stalin durante gli scontri interni al partito. Ciononostante venne comunque fucilato.

V.P. Noghin, nato nel 1878, morto nel 1924. Uno dei bolscevichi “conciliatori”, favorevole ad un governo di unità tra tutti i partiti socialisti, leader della sezione di Mosca del partito. Morto di morte naturale.

A.V. Lunaciarsky, nato nel 1875, morto nel 1933. Uno degli intellettuali più importanti del marxismo russo (ed europeo) d’inizio secolo, aderì alla frazione bolscevica, schierandosi però con Bogdanov contro Lenin nel 1908. Nel 1917 aderì al gruppo detto Interdistrettuale (mezhrajontsy), esterno sia ai bolscevichi che ai menscevichi, e rientrando nel “nuovo” partito bolscevico nell’estate del ’17. Considerato il “mediatore” tra il nuovo potere sovietico e l’intelligencija europea, venne emarginato dalla direzione degli affari culturali da Stalin, nel 1929, ma senza essere perseguitato. Morì infatti di morte naturale, mentre si recava in Spagna per assumere la carica di ambasciatore dell’URSS.

I.I. Skvortsov-Stepanov, nato nel 1870, morto nel 1928. Bolscevico della prima ora, aderì nel 1907 (come Trotsky e Lunaciarsky, al gruppo dei mezhrajontsy, salvo tornare tra i bolscevichi nel 1909. Morto di morte naturale.

L. D. Trotsky, nato nel 1879, morto nel 1940, assassinato da un sicario di Stalin. Aderì alla frazione menscevica internazionalista nel 1903, poi ai mezhrajontsy, per aderire nell’estate del ’17 al “nuovo” bolscevismo. Principale organizzatore dell’insurrezione di Ottobre, divenne de facto il nº2 della “gerarchia” bolscevica. Fondatore dell’Armata Rossa, si schierò quasi sempre con Lenin tra il 1918 e il 1923 (ultimo anno d’attività del leader bolscevico). Creatore, a partire dal ’23, dell’Opposizione di Sinistra nel PCR (b) e nella III Internazionale, fece la sua ultima battaglia “legale” in seno al partito nel 1927. Espulso nel ’28 dal PCUS e nel ’29 dall’URSS, cercò di organizzare un’ultima battaglia per “correggere gli errori” della III Internazionale. Dopo la vittoria di Hitler, nel ’33, si convinse che Stalin e la burocrazia da lui guidata avevano ormai “seppellito” definitivamente le speranze suscitate dalla rivoluzione del ’17, e cercò di organizzare una IV Internazionale (fondata ufficialmente, in sua assenza, nel 1938). Esiliato in Messico, venne assassinato da un agente di Stalin il 21 agosto 1940.

G.I. Oppokov (Lomov), nato nel 1888, morto nel 1938 (fucilato da Stalin). Economista bolscevico, si schierò con i “comunisti di sinistra” sulla questione di Brest-Litovsk. In seguito con l’Opposizione di Sinistra.

I.A. Teodorovic, nato nel 1875, morto nel 1937 (fucilato da Stalin). Uscito quasi subito dal Consiglio dei Commissari del Popolo perchè convinto della necessità di dar vita ad un governo di unità socialista con tutti i partiti operai, si allontanò in seguito anche dal partito bolscevico.

N.P. Avilov (Glebov), nato nel 1887, morto nel 1937 (fucilato da Stalin). Operaio tipografo, bolscevico, aderì all’Opposizione Unificata nel ’25, salvo poi accettare di allinearsi allo stalinismo alla fine degli anni ’20. Ciononostante venne comunque fucilato.

I.V. Giugashvili (Stalin), nato nel 1879, morto, al potere, nel 1953. Bolscevico della prima ora, georgiano, ebbe un ruolo secondario nell’insurrezione d’Ottobre. In genere poco propenso a schierarsi negli scontri interni al partito durante gli anni “rivoluzionari”, assume un ruolo importante a partire dal 1922-23. Esponente meno in vista della “troika” che dirige l’ala più moderata del boscevismo nel 1923-24 (con Zinovev e Kamenev), la sua posizione si rafforza, a scapito degli altri due, a metà degli anni ’20, alleandosi con la “destra” bolscevica guidata da Bukharin. Dopo il 1928, sbarazzatosi anche di Bukharin, assume un potere via via più assoluto, che diventa una feroce dittatura antioperaia e anticomunista durante gli anni ’30, quando praticamente tutta la vecchia generazione bolscevica finisce davanti al plotone d’esecuzione.

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