blancopozzaVola Carrero, vola! Prima di allora, nessun primo ministro era volato così in alto! Il 20 dicembre 1973 un commando dell’ETA (Euskadi Ta Askatasuna, i guerriglieri baschi), a Madrid, fa saltare in aria il delfino del boia Franco, l’ammiraglio Carrero Blanco, capo del governo e noto assassino e torturatore. Con la sua morte salta in aria anche l’ipotesi di mediazione tra le varie “anime” della dittatura franchista (Opus Dei, militari, fascisti “integrali”, ecc.), incarnata dall’Ammiraglio (che non aveva mai navigato!), ipotesi che avrebbe dovuto garantire la continuità senza scosse una volta morto il decrepito Caudillo. Gli stessi storiografi di destra riconoscono che l’attentato colpì a morte il sistema franchista, anche se bisognerà attendere ancora due anni (e la morte, purtroppo nel suo letto, del criminale in capo, Francisco Franco) prima che gli scricchiolii del regime diventino voragini, aprendo una nuova fase nella vita politica spagnola (la cosiddetta “transizione”). La morte dell’assassino n.2 fu accolta con manifestazioni di gioia, cortei, assemblee in tutta l’Europa antifascista. Uno dei pochi franchisti ad aver pagato per i crimini commessi.

Annunci