GPinelliIl 15 dicembre 1969 veniva assassinato il compagno Giuseppe Pinelli, ferroviere anarchico, tra i fondatori del Circolo “Ponte della Ghisolfa”. Era stato arrestato il 13 dicembre, nell’ambito dell’inchiesta sulla cosiddetta “pista rossa” per la strage di Piazza Fontana del giorno prima. Gli apparati dello stato borghese (e i pennivendoli e i mezzibusti televisivi) tentarono da subito di coprire le responsabilità dei fascisti, dei servizi segreti (italiani e USA) e cercarono di “sbattere il mostro in prima pagina”. La sera del 15 dicembre, mentre era “sotto torchio” al quarto piano della Questura di Milano (sotto la responsabilità del commissario Calabresi), il compagno Pinelli venne buttato giù dalla finestra (una vecchia tradizione di varie polizie, da quella nordamericana a quella spagnola). Non si è mai appurato, dal punto di vista “giudiziario”, se Pinelli fosse morto prima del volo, in seguito alle torture, o se fosse stato vittima di un “incidente” (tipo “minaccia” andata male). Ma nel cuore e nella mente dei compagni, la verità è apparsa subito lampante: e non l’abbiamo dimenticato!

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