PRIMO: EDUCARE L’AVVERSARIO (IL PICCHETTO).

Il picchetto è l’intelligenza praticata della lotta per il diritto alla casa. La sua rappresentazione plastica, il suo urlo di rabbia e di ribellione cosciente. Più è potente, nel numero e nelle volontà, maggiore diviene la capacità di insegnare l’”a b c “ della resistenza e di instillare rispetto e attenzione all’apparato avversario: ufficiale giudiziario, forze dell’ordine di ogni tipo, avvocati e proprietà.

Il picchetto, capace di insegnare, diviene il momento decisivo che costringe l’avversario, preso nel suo insieme di soggetti facenti capo al diritto di proprietà, ad accettare obtorto collo il successivo passaggio. Non è mai un’azione isolata in sé.

 

SECONDO: COSTRUIRE LA TRATTATIVA CONFLITTUALE.

La trattativa, necessaria e imposta, parte già durante il picchetto “pedagogico”. In alcune situazioni, già prima se si  apre la possibilità di dialogo con i servizi sociali interessati: ma è, sempre e comunque, il picchetto a determinare la volontà di resistere e, quindi, a imporre la trattativa. Come sempre, fatta di pressioni subite e attuate; di pause,  di sospensioni polemiche e di ritorni a “testa alta”. Senza mai far dimenticare che ogni parola, ogni accordo è il frutto delle azioni di resistenza sviluppate dal picchetto costituitosi dentro e fuori la casa sotto sfratto.

Il totem intorno cui far circolare la scena della trattativa deve, in ogni caso, rimanere visibile e vincolante.

Potremmo dire, parafrasando von Clausewitz, che la trattativa non è che la prosecuzione del picchetto con altri mezzi.

 

TERZO: CONSENSI E INCROCI POSSIBILI.

Il picchetto così costruito ha in sé la capacità di raccontare la lotta per la vita degli esseri umani coinvolti. Crea consensi e sviluppa alleanze, a volte, del tutto inaspettate e insperate. Produce percorsi unitari con soggetti solo apparentemente fuori e lontani dalle dinamiche delle lotte dirette. Incontri, a volte, momentanei; altre duraturi fino a far confluire nel medesimo percorso conflittuale energie disperse.

E’ uno degli obbiettivi che per realizzarsi deve garantire la completa libertà di partecipazione a tutti i soggetti disponibili; senza forzature dettate dalla volontà di far prevalere il “partito” rispetto al percorso propedeutico del risultato giusto.

Le alleanze, la rete di relazioni devono sempre mirare al risultato decisivo della garanzia del diritto alla casa: fondamento del primario diritto all’esistenza, qui e adesso.

 

QUARTO: “DA CIASCUNO SECONDO LE SUE CAPACITA’, A CIASCUNO SECONDO I SUOI BISOGNI”.

La partecipazione al picchetto e a ogni azione diretta da questi prodotta, non può essere che volontaria e libera. Fondata, magari, sulla necessità che incrocia la libertà del dono;  fino a coniugarsi nella fattispecie riconoscibile, praticata e desiderata,  del “mutuo soccorso”.  In questo tipo di lotta  non ci può essere l’obbligo di partecipazione; pena il rifiuto intimo, la disobbedienza, la caduta dell’obbiettivo, in ultima istanza, più alto. La capacità, cioè,  di tradurre la condizione soggettiva dentro il vasto territorio delle contraddizioni collettive. Dove la propria emancipazione si rende possibile insieme a quella di ogni altro, a condizioni date.

 

QUINTO: PREPARARE LA RIVOLUZIONE.

Non è possibile dimenticare, pure davanti ai risultati positivi delle resistenze, che stiamo agendo sul territorio dato dalle relazioni socio-economiche capitalistiche; garantite dalle leggi e dall’apparato repressivo del suo Stato. Solo, quindi, con una rottura rivoluzionaria potrà essere garantito, definitivamente, il diritto all’abitare di ciascun essere umano.

Le lotte parziali di resistenza sono, comunque, indispensabili per garantire il diritto alla vita dei dannati della Terra. Dentro il più grande alveo tumultuoso dello scontro di classe.

La nostra lotta non conosce, pertanto,  tregue elettorali!

 

 

(Ricordiamo che ogni giovedì, dalle ore 19,00, a BRESCIA in via ERITREA n. 20  (presso il salone delle assemblee di RIFONDAZIONE COMUNISTA) apriamo il nostro sportello per raccogliere le domande:  “sfratti” e “distacchi di acqua, luce, gas” e “pignoramenti”).

 

IL COMITATO ANTISFRATTI/DIRITTOALLACASA di Brescia

 

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