di Ennio Remondino*

Fake news e dintorni. Il presidente russo ha firmato il decreto che permette di censurare qualunque testata che riceva finanziamenti dall’estero. Una rappresaglia alla stretta Usa sui giornali foraggiati dal Cremlino.
In Italia invece, ‘fake news’ per un articolo del New York Times che ipotizza un collegamento tra siti della Lega Nord, del M5S e filorussi.

Il giornalista nemico

Se fanno finta, fingono molto bene. Putin Trump amiconi era la previsione e l’accusa dei democratici Usa al clan di The Donald. Eppure tra Stati Uniti e Russia, sempre più numerosi episodi da Guerra Fredda. Dopo la ‘guerra delle ambasciate’ con la chiusura di alcuni consolati e al taglio dei diplomatici nei due Paesi; dopo la ‘guerra del gas’ sulle forniture all’Europa. Ora è la guerra dei media. Le recenti restrizioni imposte negli Stati Uniti alle testateRT e Sputnik, finanziate dal Cremlino, hanno fatto scattare la rappresaglia di Mosca: da oggi le testate che operano in Russia e ricevono fondi dall’estero potranno essere bollati come «agenti stranieri».

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Dopo Sputnik e RT

I primi indiziati sono Voice of America e Radio Liberty. E cioè i grandi network Usa che hanno servizi in russo e sono finanziati dal governo americano. Deciderà il ministero della Giustizia. I deputati che hanno lavorato alla legge hanno di volta in volta menzionato il servizio russo della Bbc, la Cnn e Deutsche Welle. Il vice presidente della Duma, Piotr Tolstoi, ha assicurato che i corrispondenti esteri non saranno toccati dalla legge. Ma il clima per i media si fa senz’altro più teso. Anche negli Usa, dove Trump nella notte è tornato ad attaccare la Cnn, accusandola in un tweet di essere la principale fonte di fake news fuori dagli Usa.

Fake News made in Italy

‘Fake news’ al centro dello scontro politico anche in Italia. E con sponda americana. Una inchiesta di BuzzFeed sui siti di notizie false in Italia, che aveva individuato una rete di siti che pubblicano notizie false di stampo populista, nazionalista e xenofobo, riconducibile a un unico imprenditore, anche il New York Times si è occupato del tema, con un articolo del corrispondente a Roma Jason Horowitz. L’articolo racconta di una rete di pagine Facebook e siti politicamente vicini al Movimento 5 Stelle e alla Lega Nord, dando conto dei contenuti spesso filorussi che pubblicano e ipotizzando che siano gestiti dalle stesse persone.

Cyber campagna elettorale

Sospetti incrociati. L’articolo sostiene la vicinanza su molti temi di M5S e Lega Nord, in particolare sull’ammirazione per il presidente russo Putin, e sembra ipotizzare senza mai dirlo esplicitamente, la possibilità di un’interferenza russa sulla politica italiana. Sulla stampa nostrana, la scoperta di condivisione dello stesso ‘ID di Google’ (codice di identificazione) tra siti a sostegno della Lega e di Savini, del Movimento 5 Stelle, assieme a una serie di siti cospirazionisti dichiaratamente filorussi. Denuncia di Renzi alla Leopolda. Ma anche il Pd di Renzi è stato accusato di manipolazioni soprattutto per il Referendum, con ‘Matteo Renzi News’.

Industria bufale

BuzzFeed News ha dedicato un lungo articolo su una rete di siti di notizie in Italia, che secondo i giornalisti Alberto Nardelli e Craig Silverman è riconducibile a un unico imprenditore attivo a Roma e ha legami con una strana associazione cattolica. Secondo l’inchiesta, questi siti fanno disinformazione pubblicando articoli contro i migranti, di stampo nazionalista e diffondendo notizie false o verificate. Una rete alternativa ai classici canali di informazione, come siti di giornali, testate più note e televisioni, prospera grazie a una forte presenza sui social e a pagine che contribuiscono a diffondere le false informazioni.

*Remocontro è amico di Popoff

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