Pechino giustifica gli sgomberi con la necessità di sicurezza. C’è della critica nel commento del filo governativo Global Times alle spiegazioni date dall’amministrazione della capitale alla campagna per la messa in sicurezza dei sobborghi, lanciata dopo il rogo che sabato scorso ha fatto 19 morti, per lo più lavoratori migranti, in uno di quegli edifici che fungono sia da luogo di lavoro sia da abitazione. L’articolo è in risposta a un commento sul Beijing Daily che negava siano i più poveri a risentire maggiormente delle opere di riqualificazione. L’incidente del fine settimana ha però portato allo scoperto uno dei nodi irrisolti dello sviluppo urbano pechinese. Per contenere l’aumento della popolazione si deciso per la chiusura di servizi e attività dedicati ai migranti. Chi ha intenzione di restare nelle metropoli si è quindi spostato nei sobborghi, spesso in condizioni prive di qualsiasi sicurezza.

Mentre ancora imperversano le polemiche per gli sgomberi dei lavoratori migranti nella periferia di Pechino, la capitale cinese è stata travolta da un’altra ondata di malcontento. Stavolta però guidata dalla classe media dell’esclusivo distretto di Chaoyang. Nella giornata di sabato, la società RYB Education Inc, quotata a New York, ha annunciato il licenziamento di un’insegnante di 22 anni (ora sotto “detenzione criminale”) e del preside della scuola materna accusata la scorsa settimana di maltrattamenti e abusi sui bambini. Tra le accuse, quella di aver somministrato agli alunni strane pillole, oltre ad averli pungicati con aghi e costretti a svestirsi. Giovedì il governo ha avviato una campagna di verifica a livello nazionale. Quello di Chaoyang, infatti, è soltanto l’ultimo scandalo in ordine di tempo a coinvolgere il settore dell’educazione infantile in Cina. Nel 2015, un’altra struttura del gruppo RYB — che gestisce 1300 asili nido e 500 scuole elementari in oltre 300 città cinesi — con sede nel Jilin era stata colpita da accuse analoghe, mentre solo alcuni giorni fa un asilo di proprietà della nota azienda turistica Ctrip era finito nell’occhio del ciclone per maltrattamenti più lievi. Il problema, dicono gli esperti, sta nelle scarse qualifiche del personale, con circa un quarto degli insegnanti di scuola materna ad avere soltanto un diploma superiore e la metà sprovvista di un certificato adeguato per l’insegnamento all’asilo. Con il miglioramento delle condizioni di vita, oltre Muraglia, la spesa annuale pro-capite per l’istruzione privata è cresciuta rapidamente, passando dai circa 600 yuan ($ 91) del 2006 agli oltre 1.000 yuan dell’anno scorso. La storia dell’asilo di Pechino continua a tenere banco sui social anche per via di rumor su un presunto coinvolgimento di alcuni membri dell’esercito.

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