Nell’ultima settimana il dibattito tra le organizzazioni della sinistra in preparazione delle prossime elezioni politiche ha subito significativi mutamenti, mostrando la possibilità di un nuovo quadro politico e di raggruppamento delle forze esistenti.

  1. Mdp, Sinistra Italiana e Possibile nell’assemblea del 3 dicembre definiranno il loro progetto politico ed elettorale del tutto moderato ed interno al sistema, diretto da quelle stesse forze che hanno gestito per lunghi anni le politiche del liberismo capitalista. Respingono oggi, per ragioni di credibilità politica nelle elezioni, ogni alleanza col Pd, ma lasciano aperta questa strada nel prossimo Parlamento.
  2. Dall’assemblea svoltasi al teatro Italia il 18 novembre a Roma (con una forte partecipazione di giovani e meno giovani)  è emersa una sfida rivolta agli stessi presenti e alle forze politiche e sociali della sinistra di classe. Convocata in pochi giorni dopo il fallimento dell’operazione del Brancaccio l’assemblea organizzata dal collettivo ex OPG “Je so’ pazzo” di Napoli, per discutere della possibilità di presentazione di una lista per le prossime elezioni politiche nazionali, è stata un successo numerico e politico. Ne diamo un giudizio positivo. L’assemblea ha messo insieme chi non accetta la realtà esistente e vuole provare ad invertire i pessimi rapporti di forza, sui luoghi di lavoro e nei territori, che si sono determinati con venti anni di politiche liberiste messe in atto da governi di centrodestra come di centrosinistra e la subordinazione delle burocrazie sindacali a queste scelte.
  3. Avevamo individuato da tempo tutte le contraddizioni del percorso del Brancaccio.
    Pensare di voler mettere insieme, in nome della lista unica a sinistra del PD, MDP che le politiche neoliberiste le ha condotte in prima persona, appoggiando e ricoprendo ruoli in tutti i governi sostenuti dal Partito Democratico, Sinistra Italiana, che si era candidata in coalizione con il PD nelle ultime elezioni politiche e che continua a governare con il PD in regioni importanti e chi si è opposto a queste politiche era chiaramente impossibile. Abbiamo invece sostenuto la necessità che ci fosse la possibilità di scegliere alle prossime elezioni un’opzione di sinistra di classe. Allo stesso tempo abbiamo sostenuto che non bisogna guardare alle elezioni come un fine, ma come una tappa di costruzione di un percorso di mobilitazione sociale più ambizioso delle forze politiche e sociali della sinistra di classe.
  4. Il fallimento del Brancaccio e la contemporanea riuscita dell’assemblea di sabato scorso sembrano infine aver spinto la Direzione di Rifondazione ad operare una rottura con le scelte precedenti e a osare uno scarto politico. Rifondazione è un tassello decisivo per la riuscita di questa sfida; ad essa chiediamo la piena coerenza ed impegno politico sui contenuti dell’Odg approvato, auspicando che il Cpn di questa organizzazione confermi questo orientamento politico. Chiediamo anche alle compagne e ai compagni del Pcl e di Scr, con cui in questi mesi abbiamo discusso positivamente per dare vita a una lista alternativa, di impegnarsi con noi in questo progetto più ampio e partecipato per qualificarlo politicamente al meglio.
  5. Anche perché la costruzione di una lista alternativa con un programma semplice ma anche chiaramente definito nei suoi contenuti di unità di classe e generazionale, di unità coi migranti, di unità delle lavoratrici e dei lavoratori al di sopra delle frontiere ha bisogno ancora di molti passaggi e di molto lavoro. Nei prossimi giorni la nostra organizzazione si muoverà perché questa lista, aperta, democratica, plurale, con contenuti di classe, si realizzi.
Annunci