ore 12,00 in molti seggi elettorali devastati dalla polizia nazionale si è ripreso a votare dopo che questa se ne è andata con le urne. Nuove urne son comparse al posto di quelle sequestrate.

ore 11,59 la fiscalía general dello stato spagnolo ha dichiarato che prenderà gravi provvedimenti contro il corpo di polizia dei Mossos per aver di fatto disobbedito agli ordini.

ore 11,57 la giunta del Barca si riunirà alle 12,30 per decidere se giocare oggi pomeriggio, vista la gravità della situazione in Barcellona.

ore 11,53 il ministero della sanità catalano informa che fino ad ora i feriti sono 38 di cui 3 gravi.

Il portavoce di ERC (sinistra repubblicana) nel parlamento, Gabriel Rufián, pubblica sul suo profilo twitter: “Jamás olvidéis el silencio del PSOE”

ore 11,50 la carica in cui il giornalista di El Periódico, Xabier Barrena,è stato aggredito dalla polizia buttato per terra e ferito alla testa. Sono sue le riprese pubblicate dal sito del giornale in cui si vede la carica e si sentono le esplosioni dei proiettili di gomma sparati contro i cittadini.

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ore 11,42 il ministro dell’istruzione della Generalitat, Clara Ponsatí, ha confermato che è stata aggredita da agenti del Cuerpo Nacional de Policía (CNP) quando sono entrati nella sede del ministero per occuparla, ha affermato a Europa Press: “Intentaremos seguir con el referéndum, y se votará”.

ore 11,37 alcuni ufficiali dei Mossos sono in riunione nella delegazione di governo con il comandante di piazza della guardia civil coronell Diego Pérez de los Cobos e i rappresentanti del governo di Madrid. Non Partecipano il comandante dei Mossos Josep Lluís Trapero, ne il comissario Ferran López.

ore 11,30 Puigdemont in conferenza stampa ha dichiarato che l’uso della violenza da parte dello stato spagnolo per impedire una pacifica votazione chiarisce ciò che è in gioco, la democrazia. L’immagine dello stato spagnolo ha raggiunto un livello di vergogna che non riuscirà più a cancellare. Lo stato Spagnolo oggi ha perso moltissimo. Il popolo catalano ha vinto moltissimo.

ore 11,20 il ministero degli interni di Madrid ha comunicato ai giornali di aver disattivato la anagrafe in Catalogna, di aver reso impossibile l’accesso ai dati dei residenti in Catalogna a chiunque. E quindi il referendum è privo di qualsiasi base e qualsiasi risultato venga comunicato è privo di fondamento.

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ore 11,08 la presidente del parlamento catalano Carme Forcadel ha dichiarato ai giornalisti di aver votato regolarmente nel suo seggio, e che nella stragrande maggioranza dei seggi si sta votando con lunghe code.

ore 11,03 sarebbero 13 i feriti della carica in Diputacion. I responsabili del referendum invitano a registrare a mano i dati dei votanti, e invitarli a rivoltare se le urne con le schede sono state sequestrate.

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ore 11,00 forti contingenti di polizia nazionale stanno affluendo in plaza Sant Jaume, a Barcelona. I Mossos di guardia si sono armati di scudi sono entrati nell’androne del palazzo, informa RAC1.

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ore 10,50 Il portavoce della Generalitat, Jordi Turull: “Il 73% dei seggi elettorali sono aperti e stanno funzionando regolarmente.” Invita poi i cittadini a recarsi nei seggi vicini se i loro sono occupati dalla polizia. Invita la popolazione a continuare a resistere pacificamente e senza reagire come ha fatto fino ad ora alla polizia.

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ore 10,40  nel centro di Barcellona spintoni della guardia civil per entrare nella scuola-seggio all’incrocio Diputación con Sardenya. Poi carica le migliaia di persone che volevano impedirgli di uscire con le urne. Testimoni affermano che hanno sparato proiettili di gomma, e ci sono diversi feriti. Il filmato pubblicato da El Periodico non fa vedere la carica vera e propria, ma solo l’ingresso nella scuola e poi la polizia che si ritira  seguita dalla popolazione che grida democrazia, vogliamo votare, poi salgono velocemente sui blindati e se ne vanno.

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Comunicato del comando della polizia nazionale afferma che la carica è stata necessaria perché una grande folla impediva i movimenti della guardia civil.

ore 10,30 Ada Colau chiede le dimissioni di Rajoy.

ore 10,25 il profilo twitter di Pablo Iglesias pubblica queste fotografie:

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con la domanda: “questa è la tua vittoria Mariano Rajoy?”

ore 10,10 Ada Colau sindaca di Barcellona ha appena scritto sul suo profilo twitter “Un presidente de gobierno cobarde ha inundado de policía nuestra ciudad. Barcelona ciutat de pau, no té por”

ore 10,05 Puigdemont presidente della Generalitat sta votando a Cornellà de Terri (Girona) vista l’impossibilità di votare nel suo seggio di Sant Julià de Ramis perchè occupato dalla polizia nazionale.

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ore 9,56 “Anziani picchiati urne sequestrate, quello che sta facendo il PP alla nostra democrazia mi ripugna. Corrotti, ipocriti, idioti” Questo il messaggio appena pubblicato Pablo Iglesias segretario generale di Podemos.

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9,56 Altri feriti per le cariche della guardia civil per sequestrare urne elettorali, sono segnalati anche con foto dai corrispondenti di El Pais, frastornati da ciò che vedono e in contrasto con la linea loro giornale.

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9,50 i responsabili del referendum comunicano che è ormai certo che è stato chiuso il servizio internet in diverse zone della Catalogna violando anche le disposizioni dei giudici spagnoli.

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ore 9,45 il ministero degli interni di Madrid si rivolge ai Mossos: Policía y Guardia Civil  obbediscono agli ordini, imparate.

Il deputato della CUP Albert Botran ha denunciato di essere stato aggredito dalla polizia nazionale.

Jesús G. Albalat responsabile della Generalitat ha dichiarato che la guardia civil ha distrutto il sistema informatico.

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ore 9,40 da varie parti della Catalogna si segnala il blocco di internet. Si sospetta un intervento illegale del governo Rajoy.

ore 9,35 la polizia nazionale sta distruggendo tutte le connessioni e internet e strumenti informatici delle scuole dove entra. L’obiettivo dichiarato è impedire i collegamenti con la Generalitat e la possibilità di comunicare i dati del voto.

ore 9,30 Europa Press comunica che una anziana donna è rimasta ferita, calpestata dagli antidisturbios per entrare nella scuola-seggio Freire, del barrio de Roquetes de Barcelona.

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Íñigo Errejón, deputato e cofondatore di Podemos, nel suo profilo Twitter: “Antidisturbios rompiendo las puertas de escuelas para requisar urnas.La imagen lastrará la relación con Catalunya por décadas. Desastre Rajoy”.

ore 9,25 La Guardia Civil riesce a entrare nel polideportivo de Sant Julià de Ramis dopo aver distrutto la porta con mazze. centinaia di persone sono sedute per terra e cantano Els Segadors l’inno della Catalogna.

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ore 9,20 il delegato del governo spagnolo per la Catalogna, Enric Millo, in conferenza stampa ha ripreso le tesi del ministero degli interni: il referendum si sta svolgendo senza garanzie, quindi è nullo.

I Mossos hanno usato criteri politici e non polizieschi nella loro azione, costringendo la polizia nazionale a intervenire.

9,10 Il presidente dell’ANC, Jordi Sànchez, ha invitato a filmare tutti gli interventi della polizia nazionale, e poi centralizzarli presso la ANC.

9,05 nella stragrande maggioranza dei seggi si è iniziato a votare  regolarmente alle 9,00.

L’Anc invita a non resistere alla forza degli antidisturbios, ma di spostarsi a votare nei seggi vicini, sono quasi 7.000 i seggi disponibili, guardia civil e antidisturbios solo 10.000.

ore 9,00 Unità della Guardia Civil en Sant Juliá de Ramis en Girona intervengono contro le persone concentrate davanti al seggio. E’ il seggio dove è previsto voti il presidente della Generalitat Carles Puigdemont.

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