ore 20,30 il ministero degli interni di Madrid ha dato ordine ai Mossos di sgomberare le scuole occupate e di presidiarle da subito. Ha anche denunciato la gravità del fatto che molti bambini e anziani siano all’interno delle strutture scolastiche, esponendoli a rischi per la loro incolumità e usandoli come scudi umani per violare la legge.

I giudici hanno avvertito che Puigdemot e il governo catalano pagheranno per tutto questo.

Manifestazioni nel pomeriggio in tutte le principali città della Spagna contro il referendum catalano per l’unità e la monarchia spagnola. Alcune migliaia di partecipanti, Il governo di Madrid, il PP e l’estrema destra promotori “spontanei”.

La maggiore si è svolta a Madrid con 3.000 partecipanti secondo i giornalisti dei quotidiani progressisti, 5.000 per i giornali “filo-governativi”, 10.000 per il governo Rajoy e la guardia civil. Molte bandiere franchiste, canzoni fasciste e alcuni con la divisa da legionario della dittatura.

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A Barcellona alle 18 si è conclusa la manifestazione “unionista”. In Urquinaona e poi in corteo per un pezzo di via Layetana si sono radunate alcune migliaia di persone secondo il quotidiano di destra LaVanguardia nel titolo, poi parla di circa mille persone nell’articolo. Secondo El Periodico sono diverse centinaia. Il governo la guardia civil parlano di 15.000.

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Dalle 17,30 manifestazioni di appoggio alla Catalogna a Madrid e in altre città.

Molte migliaia di manifestanti ( 35.000 secondo la polizia locale) per la seconda volta in pochi giorni appoggiano a Bilbao il referendum catalano.

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Scontro sui Mossos. Il ministero degli interni di Madrid ha mandato un messaggio duro al comando dei Mossos, che avvertiva che i Mossos avrebbero obbedito alle disposizioni del governo centrale con “oportunidad, proporcionalidad y congruencia” come prevede la legge.

Il governo ha ricordato che: ” Todos los más de 15.000 juraron o prometieron guardar y hacer guardar la Constitución, norma fundamental del Estado”

18,30 La ANCÒmnium Cultural y la plataforma Escoles Obertes han hecho un llamamiento a la ciudadanía a estar mañana a las 5 de la madrugada en los colegios electorales que les correspondan, si no se han podido quedar a dormir en los mismos para votar en el referéndum del 1-O.

En el caso de que los votantes se encuentren su colegio cerrado al llegar de madrugada, deberán “concentrase en la puerta hasta que vengan a abrir”, y en el momento que haya presencia policial, actuar “desde la resistencia pacífica”.

 

 

 

 

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