Il governo centrale dichiara di aver preso il controllo militare dell’88% delle scuole e dei seggi dove si dovrebbe votare. Solo il 12% sarebbe occupato dalla popolazione. Il governo continua a denunciare le gravi sopraffazioni del diritto da parte della popolazione che vuol votare.

Manifestazioni a Barcellona (300 circa da tutta la Spagna) e Madrid (50 circa) di esponenti dell’estrema destra contro il referendum. Si sta formando una folla che li circonda e gli grida contro “voterem”.

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Si stanno creando reti Whats Ap per le comunicazioni per il referendum, ma non è escluso che il governo cerchi di chiuderlo nelle prossime ore.

Si sta insediando a Barcellona la commissione internazionale di garanzia del referendum, formata da deputati europei di vari paesi, giuristi e intellettuali.

Il Governo di Madrid ha comunicato che tutti coloro che favoriranno il referendum risponderanno non solo penalmente, ma con il sequestro dei loro beni e di quelli dei loro famigliari.

Spari nella notte contro una scuola occupata, 4 feriti lievi da fucile ad aria compressa.

La Generalitat vieta la manifestazione fascista nazionale della Falange nel centro di Barcellona.

Nella notte di venerdì la guardia civil occupa il centro delle telecomunicazioni della Generalitat de Catalunya.

Il governo Rajoy ha chiuso dal pomeriggio di venerdì  lo spazio aereo sopra Barcellona. Vietati tutti i voli non di linea. Per ora. A el prat si atterra e decolla senza sorvolare la città

Sono ormai oltre 10.000 le guardie civil inviate da tutta la Spagna. Il comandante generale della polizia ha dichiarato che sono largamente insufficienti per controllare tutta la Catalogna, e tutto dipenderà dal comportamento dei Mossos. (polizia catalana)

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Il ministero degli interni di Madrid ringrazia i cittadini che hanno portato fiori alla sede della Guardia Civil di Barcellona in riconoscimento del duro lavoro che sta facendo.

Messa sotto controllo Internet, chiusi decine di siti, bloccate le app diffuse dal governo catalano.

Le scuole su ordine del governo di Madrid domenica e lunedì saranno chiuse e presidiate dalle 6.
In risposta dal pomeriggio di venerdì centinaia di scuole sono occupate dalle famiglie e studenti per garantire il voto.

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I Mossos che sono stati mandati per sgomberare le scuole dalla sedizione pro referendum, se ne sono andati dichiarando alla stampa che nelle scuole non sono in corso iniziative per il referendum, ma solo ludiche e culturali, e di aver avuto assicurazioni che le scuole saranno libere dalle 6 di domenica.

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Nella serata il governo catalano chiama alla mobilitazione pacifica e all’occupazione di tutte le scuole seggio.

Si sono formati centinaia di comitati di autodifesa del popolo catalano, altre assemblee si stanno tenendo nella notte in ogni quartiere.

Il governo Rajoy accusa il governo catalano di usare i bambini catalani come scudi umani, e avvisa che tutti i dirigenti delle amministrazioni pagheranno penalmente il voto. 600.000 di multa per tutti gli scrutatori.

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A Monjuic nella sera mentre le scuole vengono occupate e migliaia di trattori e mezzi pesanti si dirigono a proteggere i seggi, 80.000 persone partecipano al comizio finale di Barcellona. (solo 70.000 per la guardia civil)

Durante il comizio di Monjuic, la deputata della CUP Mireila Boya ha avvisato Puigdemont e il governo catalano che “Roma non paga i traditori”

Puigdemont dichiara abbiamo già vinto.

 

Il governo catalano invita tutti ad andare a votare domenica, assicurando che il referendum si terrà.

Mostrate, con sgomento del governo centrale, le urne nuove in plastica che sono già nelle scuole. La guardia civil aveva nei giorni scorsi sequestrato le urne che normalmente vengono utilizzate per le elezioni.

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Il governo centrale ha dichiarato che non sono regolamentari, e il presidente del PP ha dichiarato che sono cestini della spazzatura.

El Pais principale quotidiano dello stato spagnolo, vicino al Psoe, oggi sabato titola ” La Generalitat lancia la popolazione contro lo stato”, raccogliendo la tesi del governo di Madrid di sedizione e golpe.

Il giornale scozzese The National, ha incaricato per un sondaggio sulla partecipazione al voto. Il risultato è che il 62% dei catalani parteciperà al referendum e che di questi 83% voterà si.

Se ci fosse un referendum con l’accordo del governo centrale, voterebbe il 77% con un 66% di si.

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Ada Colau sindaco di Barcellona ha dichiarato che andrà a votare, ma che voterà scheda bianca.

Questa mattina (sabato) il Financial Times apre sulla Catalogna, dichiarando in un editoriale che il governo Rajoy è stato incapace di gestire la crisi, con le sue misure, che a oggi si sono dimostrate inefficaci, ha radicalizzato lo scontro e rafforzato gli indipendentisti, senza trovare una possibilità di negoziato.

Tutti sono ormai convinti che se il referendum in qualche modo si farà il governo Rajoy è finito.

Rajoy ha annullato tutti gli impegni per sabato e domenica, e con il governo sarà in seduta permanente al palazzo della Mocloa.

Con forte senso dell’umorismo, il governo di Madrid denuncia alla UE le violazioni dei diritti fondamentali che stanno avvenendo in Catalogna, in particolare la grave prepotenza del voto.

Martedì 3 ottobre proclamato lo sciopero generale da vari sindacati conflittuali (CC.OO. e UGT no, solo alcune loro sezioni)  contro la repressione del governo Rajoy, se il referendum non si terrà.

 

 

 

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