Quali sono le posizioni delle due organizzazioni legate alla Quarta Internazionale in Venezuela? Iniziamo con quella della Lega Unitaria Chavista Socialista (LUCHAS), i cui militanti sono usciti dal PSUV nel 2014.

“Una sfida per il movimento sociale e dei lavoratori”.

Come militanti della Lega Unitaria Chavista Socialista, presentiamo il nostro punto di vista sulla convocazione dell’Assemblea Nazionale Costituente (ANC) annunciata il 1º maggio dal presidente Maduro. Noi speriamo che i compagni delle altre organizzazioni e le personalità politiche rivoluzionarie, coi quali da vari mesi condividiamo certi orientamenti ed analisi su ciò che succede in Venezuela e nel nostro continente, decidano di aderire a questa dichiarazione. È un documento che sottomettiamo alla discussione delle diverse organizzazioni rivoluzionarie e all’avanguardia che ha reso possibile le conquiste di questo processo chavista e bolivariano. Per argomentare la nostra posizione sulla partecipazione alla convocazione dell’ANC, consideriamo che sia necessario fare riferimento a degli elementi storici all’origine di questo conflitto “per ora” non risolto e che, in questo 2017, ha preso le pericolose dimensioni d’una violenza che sembra debordare ogni volta di più.

  1. Le origini del conflitto.          All’inizio del XX secolo il Venezuela era un paese caratterizzato da un modo di produzione agricolo e precapitalista. L’impulso dello sfruttamento petrolifero a partire dagli anni Trenta ha permesso l’integrazione del paese nel mondo capitalista. Ma i potenti e ricchi signori locali hanno deciso di salire su un treno già in marcia. Il meccanismo originario dell’accumulazione del capitale era basato sullo sfruttamento della manodopera salariata nell’agricoltura. È la sua evoluzione che è stata fondamentale e permette di comprendere il sorgere tardivo di un capitalismo dipendente e parassitario in Venezuela e l’apparizione della lumpen-borghesia nazionale. L’emergere di questa borghesia non è il risultato di uno sviluppo d’un potente complesso di produzione industriale. Al contrario, essa si caratterizza per:       a) Un’appropriazione fraudolenta della rendita petrolifera che non punto sull’emergere d’una importante infrastruttura industriale ma ha per scopo il dar vita a un meccanismo importatore di alimenti, di beni e di servizi.  Questo meccanismo, alimentato dalla valuta proveniente dalla commercializzazione del petrolio, genera enormi profitti. Esso permette di non rischiare il proprio capitale e d’evitare i pericolosi rapporti con i lavoratori nelle fabbriche. Le poche industrie installate si limitano all’assemblaggio o all’incamerare una porzione ancora maggiore della rendita petrolifera tramite la domanda d’importazione di forniture per la produzione delle loro merci.                b)  Lo sviluppo d’una infrastruttura banacaria e finanziaria che rende possibile questa dinamica.           c) La formazione di partiti interclassisti per lo stabilimento del modello della democrazia rappresentativa, che servono da mediatori e puntano ad evitare il conflitto sociale, il che implica un’articolazione particolare tra classe politica e lumpen-borghesia, le cui frontiere sono spesso confuse per i legami familiari, economici e d’interesse comune.         d) I partiti venezuelani moderni (AD, COPEI, URD, PCV)* sono sorti nel contesto del conflitto mondiale tra il fascismo e lo stalinismo. Hanno dato impulso alla costruzione di un immaginario di libertà, di progresso e di cambiamento, oscillando tra una socialdemocrazia claudicante davanti al capitale e una prospettiva burocratica di socialismo rivoluzionario. La dinamica di questi partiti era segnate dalle loro origini da un discorso condizionato dalla diatriba fascismo contro stalinismo, che ha reso possibile la costruzione di immmaginari autoritari. L’appropiazione  della rendita petrolifera, per concentrare i profitti sull’import, ha prodotto quattro grandi ondate d’abbandono dell’agricoltura, concepite nel quadro dell’opposizione città-campagna come se la campagna fosse sinonimo di arretratezza e la città sinonimo di progresso. La prima ondata ha avuto luogo durante i tentativi democratici e i loro intermezzi dittatoriali (1936-1958), la seconda durante la guerra contro le guerriglie contadine negli anni Sessanta, e la terza durante il boom petrolifero degli anni Settanta. Una quarta ondata, con una popolazione rurale già decimata, ha avuto luogo nell’ultimo ventennio del XX secolo. Tutti questi periodi e questi processi hanno praticamente distrutto la capacità agricola nazionale e l’allevamento, mentre quelle che chiamano le installazioni industriali non sono altro che giganteschi strumenti di “cattura” della rendita petrolifera tramite lo sviluppo dell’import di merci, di pezzi e di prodotti quasi finiti, che generano dei profitti esorbitanti e che in certi momenti riescono a dissimulare le loro conseguenze nefaste sui rapporti capitale-lavoro così come l’estrazione di questo plusvalore sui generis.  (continua)                                                                                                                                                                                            * AD, pseudo-socialdemocratico (oggi membro della MUD), COPEI, democristiano (oggi nella MUD), URD, liberale (MUD) e Partito Comunista Venezuelano, filo chavista.
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