Quando si parla di Berlinguer bisogna sempre tenere a mente un semplice concetto: berlinguer NON era una brava persona. Qualsiasi cosa la frase da oratorio “berlinguer era una brava persona” voglia significare è falsa.
Berlinguer era il leader del partito comunista stalinista più importante d’Europa (e non venite a contarcela sull’eurocomunismo che i soldini da Mosca il PCI li ha presi fino alla fine), Berlinguer era un nemico dell’autorganizzazione di classe, Berlinguer, insieme ai Lama e ai Pecchioli, è stato colui che ha avallato, preparato e aiutato la repressione di tutti gli insubordinati che sul finire degli anni ’70 si ribellavano alle politiche di austerity volute dalla DC e avallate dal PCI-CGIL.
Berlinguer è stato quello che avallava i blindati nella Bologna insorta, è stato quello che ha oggettivamente appoggiato la repressione kossighiana, quello che ha condiviso con l’infame Pecchioli la scelta di cedere gli archivi con le schedature dei militanti della sinistra extraparlamentare fatte dagli apparati del PCI all’orripilante Dalla Chiesa. Berlinguer è il responsabile delle politiche repressive portate avanti dai compagnucci di Magistratura Democratica (come l’infame Calogero) tese a colpire in modo più o meno diretto, in nome del mostro policefalo dell’antiterrorismo, tutti coloro che si ribellavano allo sfruttamento capitalistico.
Berlinguer è quello dell’interclassismo della politica dei sacrifici, e ben sapeva che i sacrifici sono solo per le classi subalterne e a tutto vantaggio del padronato, perchè tutto andava bene pur di entrare nella stanza dei bottoni.
La mitologia creata intorno a questo politicante, ben poco astuto tra l’altro, è tale per cui ancora oggi in ogni anniversario della sua scomparsa ci dobbiamo subire le agiografie di questo campione del padronato italiano mascherato da compagno e oscenamente resuscitato per giustificare le attuali politiche di macelleria sociale.
E non ci vengano a contare che il PCI faceva gli interessi della classe lavoratrice! Ben sappiamo che il PCI faceva gli interessi della frazione di classe dominante che lo dirigeva, quella delle cooperative e degli industriali rossi del centro nord, che era pronto ad allearsi con gli osceni morotei pur di guadagnare potere, che ha fatto la sua fortuna sul costante massacro dei veri rivoluzionari.

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