Bresciani, il 18 giugno del 1155 mi hanno impiccato e bruciato sul rogo come eretico, dopodichè, per essere certi che di me non rimanesse nulla, hanno buttato le mie ceneri nel Tevere. Nel tempo, mio malgrado, sono diventato il simbolo di una città governata da persone più simili ai miei carnefici che a me. Ho atteso tanto, tantissimo tempo, ma, dopo 862 anni, posso finalmente dire che a Brescia sfilerà, il giorno prima dell’anniversario della mia morte, un vero corteo di eretici, eretici come lo sono stato io, punito perchè condannavo pubblicamente le brutture della mia chiesa e perchè promuovevo la solidarietà. Non resta nulla del mio corpo mortale, ma lo spirito di Arnaldo da Brescia vive ancora, e vive in coloro che non si piegano agli intrighi, che hanno il coraggio di diffondere sempre la verità. Non preoccupatevi: i tempi sono cambiati e nessuno vi darà fuoco. Cercheranno di sminuire la portata del cambiamento di cui vi state facendo portatori, vi prenderanno in giro per le chiappe al vento e qualcuno dirà che siete inopportuni e poco seri. Cercheranno, insomma, il rogo simbolico delle idee che così coraggiosamente portate avanti. Non fatevi intimorire: ve lo dice chi ha pagato con la vita la propria libertà di pensiero. Il 17 giugno il mio spirito sarà con voi e la mia voce sarà alta nella coscienza di quei politici pavidi che vi hanno negato appoggio e solidarietà. Tenete alto il mio nome: è da 862 anni che attendo questo momento-
Vi do la mia benedizione.
Arnaldo da Brescia

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