Dopo aver letto le motivazioni del vicesindaco sul NO del comune di Brescia al patrocinio al Brescia Pride restiamo della nostra idea: del resto le considerazioni sulla sfilata con chiappe al vento puzzano di perbenismo limitato e limitante. La giunta di Milano (così come le altre giunte italiane di centrosinistra) questi problemi non li ha avuti, ma Milano non è la Vandea ed il livello culturale della giunta è decisamente più alto: non solo la giunta milanese ha dato il patrocinio al Pride, ma ha PROMOSSO la manifestazione per l’accoglienza che ha portato in piazza 100.000 persone. Per quanto riguarda le considerazioni di Luca Trentini (Arcigay Orlando Brescia), attendiamo una pronta smentita. Non crediamo che abbia sostenuto una posizione tanto meschina. Se lo avesse fatto sarebbe gravissimo, e comunque non conterebbe nulla rispetto al positivo sommovimento culturale che questa città sta vivendo e che è la prova di quanto Brescia avesse bisogno di questo Pride. La posizione dell’assessore Fenaroli, se confermata, sarebbe solo l’ennesima prova di un’assenza di coraggio che sta facendo vergognare la gran parte dei bresciani (e molti, moltissimi sono giovani), compresi quelli che questa giunta l’hanno votata e sostenuta. Viene da chiedersi: come è possibile votare contro il patrocinio e poi lanciare una raccolta firme per chiedere il patrocinio? La presenza a titolo personale del vicesindaco al Brescia Pride lascia il tempo che trova: serviva l’appoggio delle istituzioni, non della Sig.ra Castelletti, che avrebbe semplicemente potuto votare contro la decisione di non dare il patrocinio: nessuno, all’interno della giunta, lo ha fatto. Questo è il dato. E, francamente, se una futura giunta di centrodestra dovesse dare il patrocinio ad un Family Day, l’eventuale opposizione di chi adesso governa la città non sarebbe credibile. La verità è che Del Bono e C. hanno perso un’occasione: quella di collocarsi chiaramente dalla parte dei diritti, facendosi scavalcare da piccoli comuni della Val Camonica, che hanno avuto il coraggio di dare il patrocinio e di aderire al Brescia Pride., e nei piccoli comuni, dove tutti si conoscono, una posizione così netta può anche costarti cara in termini di voti. Il coraggio non abita in Piazza Loggia 1, i diritti LGBT, probabilemnte, neanche. Questo non impedirà al corteo del 17 giugno di sfilare, speriamo con le chiappe al vento, per le vie della città. Con il patrocinio di alcuni comuni della provincia e con l’adesione di ben più di 100 associazioni, comitati e partiti. Ci vediamo il 17!

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