Ieri, ascoltando Claudio, Paola, Stefano ed Angela, che hanno ricostruito, con parole e musica, quei meravigliosi e terribili “nostri” anni ’70, mi sono sentito riportare indietro di 43 anni. E poco fa, sulla pagina Facebook di “Sinistra Anticapitalista Brescia”, una “vecchia” compagna di Avanguardia Operaia di quegli anni, Anna di Salerno, ha commentato in un modo così malinconico e struggente (ma ancora combattivo), il nostro “evento” di domenica prossima in Piazza Rovetta-Piazza Loggia, che la sensazione di “ritorno all’indietro” si è approfondita. Sarà colpa delle parole di Claudio, di Paola, e di Anna. O delle musiche di Stefano ed Angela (quel violino che suonava “Katanga”!). Oppure della riemersione, dopo oltre 40 anni, dell’immagine della compagna Anna, che voglio ricordare bella e giovane come allora, ora che so che non ha cambiato idea, nonostante i capelli bianchi. Oppure dei tanti, troppi anni, passati ad incassare sconfitte. O dell’oblìo che vorrebbe farci dimenticare come eravamo, farci sentire patetici, vecchi ed impotenti, una volta di più, a cambiare il mondo. Certo, gli andati, i rassegnati, i soddisfatti troveranno tutto ciò patetico, persino un po’ ridicolo. Ma…..come diceva quella bellissima canzone argentina sul Che? Sigan los que pueden siendo muertos vivos: que vengan los otros…….Hasta siempre Giulietta, hasta siempre Luigi. Non ci avranno mai come vogliono loro!

Flavio

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